Lui aveva 19 anni e lei era minore, aveva 13 anni quando sono avvenuti i fatti. Ha conosciuto l'adolescente sul web ed è stato un adescamento - secondo le indagini della polizia postale del Lazio - e alla fine ha costretto la ragazza a spogliarsi.  E' questo quello che viene contestato nei confronti di un giovane pontino,  imputato con l'accusa di violenza sessuale e detenzione di materiale pedopornografico, relativo alle foto scattate alla ragazzina all'epoca dei fatti. Nel corso del processo che è giunto alle battute finali e si sta svolgendo in Tribunale,  la famiglia della parte offesa si è anche costituita parte civile. L'imputato è difeso dall'avvocato Roberto D'Arcangelo. Secondo quanto sostiene la Procura, l'imputato si era connesso tramite una chat Messanger adescando una minore residente in provincia di Modena e dopo i primi colloqui, secondo quanto sostenuto dal magistrato inquirente che aveva condotto le indagini Pantaleo Polifemo della Procura di Roma (competente per questo genere di reati), dopo aver adescato la ragazza cercava di convincerla a fare la modella ed è per questo che in occasione delle conversazioni aveva invitato la minore a spogliarsi, a mostrare il seno e a togliere le mutande.  Nel corso di una perquisizione scattata nel dicembre del 2012 erano state sequestrate diverse foto da parte del personale della polizia, tra cui 37 foto della minore a seno nudo e poi altre foto di minori.