Le operazioni peritali disposte dalla Procura, hanno confermato che le coltellate che ha inferto potevano provocare la morte del transessuale di 45 anni ferito lo scorso maggio a Latina in via Piave da un giovane romeno che si era spacciato come cliente.  L'episodio era avvenuto in un appartamento di via Piave e soltanto il provvidenziale intervento dei soccorritori aveva evitato il peggio e che la situazione finisse in tragedia. La Procura ha chiuso l'inchiesta e ed è stata già fissata la data del processo per l'imputato, difeso dall'avvocato Adriana Anzeloni. Il via con la prima udienza per il 25 febbraio davanti al giudice per l'udienza preliminare Giorgia Castriota e la difesa ha scelto per il proprio assistito il giudizio abbreviato che prevede la riduzione di un terzo della pena.  Il pubblico ministero Martina Taglione, titolare del fascicolo, aveva chiuso l'inchiesta una volta che era arrivato il responso relativo alla perizia, il tentato omicidio era avvenuto nella notte, subito dopo che al transessuale era arrivata una telefonata da parte di un presunto cliente che voleva un appuntamento in un appartamento di via Piave.  Gli agenti della Squadra Volante erano subito intervenuti e insieme ai colleghi della Mobile avevano arrestato il 25enne romeno. A quanto pare il giovane ha agito senza un movente forse il suo è stato un maldestro tentativo di rapina che si è concluso nel sangue. Era  stato il transessuale nonostante le coltellate ricevute a chiamare il 113 e prima di diventare incosciente, ha fornito elementi importanti per risalire all'autore del tentato omicidio, nel corso dell'operazione la polizia aveva sequestrato anche il coltello sporco di sangue, usato per ferire il transessuale.