Ancora una volta sarà il mese di gennaio a ridisegnare la geografia del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Latina dopo che undici avvocati si sono dimessi in aperta polemica con le scelte del presidente del Tribunale Caterina Chiaravalloti. Il rapporto era ormai quello di separati in casa, la guerra infatti andava avanti da mesi; il presidente Gianni Lauretti e il presidente del Tribunale Caterina Chiaravalloti non si parlavano e non si parlano. L'unico rapporto era quello della comunicazione istituzionale e di qualche nota protocollata da una parte e dall'altra, come la storia dei monitor al plasma in Corte d'Assise. Lo scontro di questi giorni testimonia la carica di tensione nell'ufficio di piazza Buozzi. "E' una situazione che costringe a prendere atto del costante tentativo di svilimento e delegittimazione totale della propria funzione", è il contenuto della nota presentata dagli avvocati quando hanno spiegato i motivi della rottura e delle dimissioni. Cosa accadrà adesso? La crisi istituzionale è senza via d'uscita e il futuro sembra già scritto. Gli avvocati chiedono anche l'invio degli ispettori del Ministero nell'ufficio giudiziario di piazza Bruno Buozzi e lo chiedono con "estrema urgenza per verificare l'anomala gestione". Sarà la quarta volta che le toghe pontine andranno al voto in cinque anni. E' questa la prima conseguenza della bufera giudiziaria. Il primo passo sarà la nomina di un commissario, come era accaduto, quasi tre anni fa, nel marzo del 2017 quando era arrivato dal Foro di Velletri, l'avvocato Stefano Bertollini che nel suo periodo di permanenza nel capoluogo aveva lasciato oltre che una forte impronta anche un ottimo ricordo.
Non ci sarà un Bertollini bis. In ogni caso sarà il Ministro della Giustizia e il Consiglio Nazionale Forense a scegliere il nome di un traghettatore che rispetto al passato avrà forse meno incombenze e si dovrà limitare ad accompagnare esclusivamente il Foro verso le elezioni che si dovrebbero svolgere probabilmente nell'ultima settimana di gennaio.