Il botta e risposta tra accusa e difesa alla fine si è concluso con i 12mila euro che sono rimasti sotto chiave. E' questo l'ultimo risvolto dell'inchiesta Petrus, condotta dia carabinieri del Nucleo Investigativo di Latina e che lo scorso 15 settembre aveva portato a 34 arresti, per diversi reati: dalla corruzione alla cessione di sostanze stupefacenti. L'operazione si era poi intrecciata con l'inchiesta Astice relativa alle falle che erano state scoperte all'interno del carcere di Latina. Nel corso dell'esecuzione dei provvedimenti restrittivi, firmati dal giudice per le indagini preliminari Giuseppe Cario, gli uomini dell'Arma avevano sequestrato la somma di denaro, probabile provento dell'attività illecita ad una parente di Salvatore Di Girolamo, destinatario del provvedimento restrittivo. La difesa dell'uomo, rappresentata dagli avvocati Vitelli, Perotti e Righi, aveva presentato un ricorso che era stato accolto e il collegio penale, presieduto dal giudice Gian Luca Soana, aveva disposto il dissequestro delle somme di denaro a seguire i soldi erano finiti nuovamente sottochiave come disposto dal magistrato Giuseppe Cario che aveva firmato i provvedimenti cautelari su richiesta dei pubblici ministeri Giuseppe Bontempo e Valerio De Luca.