Per la scuola, un istituto di Sabaudia, lo studente non aveva raggiunto gli obiettivi formativi per essere promosso in terza media. Il Tribunale amministrativo, però, ha annullato l'atto che i genitori hanno impugnato tramite gli avvocati Daniela Magliocchetti e Valeria La Rocca (foro di Latina).
Ieri il deposito della sentenza, che ha condannato la controparte anche alle spese legali. Oggetto del ricorso, come si diceva, l'annullamento della delibera di consiglio di classe che aveva ad oggetto la mancata ammissione del ragazzo perché non avrebbe raggiunto – si legge – gli obiettivi formativi e di contenuto previsti dalla programmazione e per le «gravi ed estese insufficienze in più discipline».
Il Tribunale amministrativo - così nella sentenza - rileva la mancata approvazione del piano educativo individualizzato, la cui necessità era stata certificata dal dipartimento di salute mentale della Unità operativa complessa di neuropsichiatria infantile, con documentazione prodotta agli atti dell'istituto scolastico.
L'adozione di questo piano educativo individualizzato, come da giurisprudenza che viene citata dal Tar, è obbligatoria nei riguardi di allievi affetti da determinate patologie cognitivo-comportamentali. «L'omissione del medesimo – così nella sentenza – rende di conseguenza non legittimo il giudizio negativo di valutazione del percorso scolastico». Per questo motivo, i giudici amministrativi hanno accolto il ricorso e condannato la controparte al pagamento delle spese processuali.
Di conseguenza, essendo stata annullata la bocciatura, il ragazzo dovrebbe essere promosso in terza media, con relativo piano educativo individualizzato. Trattandosi di una sentenza del Tar, resta possibile un'eventuale impugnazione davanti al Consiglio di Stato.