Sono accusati di omicidio colposo per la morte di una neonata deceduta per arresto cardiocircolatorio acuto e devono rispondere anche di non aver attuato correttamente un percorso diagnostico finalizzato ad una corretta diagnosi. Sono le accuse contestate dal pubblico ministero all'epoca dei fatti Luigia Spinelli nei confronti di tre medici per il decesso di una bambina avvenuto il 6 marzo del 2014. Tra gli elementi che sono stati acquisiti dagli investigatori, c'è la denuncia querela presentata dai familiari della piccina, la documentazione acquisita dagli investigatori nel corso delle indagini e la relazione di consulenza del medico legale.  Sul banco degli imputati anche la pediatria, accusata di non aver effettuato una visita domiciliare alla bambina nonostante in questo senso le richieste dei genitori e la persistenza di una sintomatologia (descritta dai genitori) - avevamo osservato gli inquirenti - preoccupante per l'età della piccina e per non aver indirizzato i genitori al Santa Maria Goretti di Latina.  Tra le altre accuse in questo caso verso un medico del Goretti, c'è anche quella di una non corretta diagnosi. La bambina - hanno ribadito gli investigatori - era arrivata in ospedale la mattina del 6 marzo e vi rimaneva per circa sei ore senza un orientamento diagnostico con una progressione della patologia». E' quello che contesta l'accusa. Alla fine l'udienza di ieri è stata rinviata al prossimo 16 marzo quando è in programma l'audizione di diversi testimoni. La morte della piccina aveva suscitato profondo cordoglio, nel corso della precedente udienza avevano deposto i genitori e il papà che aveva ricostruito quella drammatica sequenza. Scontato che in aula tra accusa e difesa sarà battaglia.