E' forse più penoso che amaro sentire la lunga e lenta ricostruzione di come sono state spolpate le cooperative della galassia del Consorzio Italia, attraverso le quali si sarebbe concretizzato il riciclaggio di denaro che è alla base del processo «Arpalo».
Nell'udienza di ieri pomeriggio è stato ascoltato il capitano Andrea Petricca, comandante del nucleo di polizia tributaria di Latina che ha seguito le verifiche nelle sedi delle società e ha effettuato riscontri tra quanto dichiarato e ciò che andava, invece, emergendo nei conti.
Petricca è il terzo testimone della pubblica accusa che viene ascoltato in aula e che descrive la gravissima falsificazione che avvenuta nelle fatturazioni al fine di frodare il fisco.
Il capitano Petricca ha parlato ieri di «numerosissime omissioni, le cooperative erano il mezzo con cui veniva attuata la frode e anche il mezzo principale per il profitto illecito». Il sistema che è stato scoperto dalla Guardia di Finanza e che ha dato vita al procedimento denominato Arpalo è partito quantomeno nel 2007 ed è andato avanti fino al 2016 con un circolo vizioso continuo di vita-morte delle cooperative.