Sono finiti a processo con la grave accusa di truffa ai danni dello Stato perché ritenuti ciechi solo sulla carta. Capaci di leggere le etichette dei prodotti, grattare il Gratta e vinci, salire in automobile e girare per la città, nonostante per l'Inps fossero "ciechi assoluti" e dunque percettori di indennità. Dopo tre anni, il giudice Pierpaolo Bortone ha pronunciato una sentenza di assoluzione dei due degli imputati, V.F. e C.A., difesi dagli avvocati Maurizio Forte, Benedetto Orticelli e Maurice Massa, con la formula del 530, secondo comma, del codice di procedura penale. Per le motivazioni si dovranno aspettare i 90 giorni.

La denuncia alla procura della Repubblica per i tre fondani (di un terzo la posizione è stata definita già da altro giudice) risale al 2016. La Guardia di Finanza, in una vasta indagine, aveva posto sotto osservazione i tre percettori di indennità Inps, considerati ciechi. Erano stati ripresi e fotografati mentre passeggiavano tranquillamente in modo autonomo per le strade di Fondi, attraversando in modo disinvolto incroci e vie trafficate. E visti mentre al supermarket sceglievano i prodotti da acquistare. Ma il collegio difensivo ha smontato le accuse, sostenendo che si trattasse di invalidi veri. Per dimostrarlo, nel corso del rito abbreviato condizionato, gli avvocati hanno prodotto una propria istruttoria, sostenendo che l'aver osservato i non vedenti svolgere ad attività quotidiane, non è sufficiente a ritenerli dei truffatori. Il cieco assoluto, ai fini previdenziali, prevede ad esempio la categoria degli ipovedenti fino a un certo grado. Perizie presentate per mezzo di medici legali. Nessuna truffa ai danni dello Stato. Dal momento che non si è dimostrato che gli imputati abbiamo truffato la commissione medica che li aveva visitati e dichiarati ciechi assoluti: nessuna indagine è stata mai compiuta in quella direzione. Quanto alle somme (complessivamente oltre 400 mila euro per i due assolti, non sono state percepite indebitamente.