Si torna nelle aule di tribunale per l'annosa questione delle aree di Molella, Palazzo, Mezzomonte e Bagnara, contese tra il Comune di Sabaudia e il Comune di San Felice Circeo. Una partita di nuovo aperta dopo l'ordinanza della Cassazione, a seguito della quale San Felice è pronto a riassumere il giudizio avanti alla Corte d'Appello. Nei giorni scorsi la delibera d'incarico al legale. Segno che molto probabilmente la ricerca di una soluzione bonaria con Sabaudia non è andata a buon fine.


Proprietà «in bilico»
e l'idea della commissione
La vicenda giudiziaria va avanti da 16 anni, cioè da quanto – nel 2003 – il Comune di San Felice convenì in giudizio il Comune di Sabaudia per la declaratoria della proprietà dei terreni di Molella, Palazzo, Mezzomonte e Bagnara quale patrimonio disponibile dell'Ente. Inizialmente, nei due gradi di giudizio, è stata data ragione al Comune di Sabaudia. È però intervenuta, nel 2018, l'ordinanza della seconda sezione civile della Corte di Cassazione, che ha letteralmente ribaltato la precedente sentenza di secondo grado e riaperto la partita. «È da ritenere che l'assegnazione al Comune di Sabaudia in virtù del regio decreto del ‘33, che ne aveva disposto l'istituzione, di talune porzioni di territorio già di spettanza del Comune di San Felice Circeo non abbia significato e comportato attribuzione della proprietà delle medesime porzioni allo stesso Comune di Sabaudia, non essendo stata prevista - questa la motivazione - alcuna sistemazione patrimoniale ovvero alcun riparto delle attività e delle passività». A decidere nel merito, comunque, è stato stabilito che siano nuovamente i giudici della Corte d'Appello. Nel frattempo, il Comune di San Felice aveva cercato una soluzione bonaria. La Giunta aveva nominato una commissione consultiva per «valutare le possibili soluzioni – si legge nella delibera – finalizzate a non danneggiare gli interessi del Comune di San Felice Circeo e i numerosi cittadini sanfeliciani che coltivano i terreni ricadenti in località Palazzo, Molella, Mezzomonte e Bagnara». Quale sia stato l'esito, però, non è dato sapere. L'unica cosa certa, ora, è che si tornerà davanti ai giudici.


Il nuovo ricorso
Il Comune di San Felice, come si legge nelle premesse della delibera 235 del 29 novembre, sta valutando la riassunzione davanti alla Corte d'Appello da circa un anno. C'è stata una "contrattazione" con il legale per la parcella, poi ridotta - con nota di ringraziamento del sindaco, citata anche nell'atto varato dalla Giunta - a seguito delle richieste del primo cittadino. Ora l'Ente è pronto a tornare in tribunale. A decidere sulla controversia fra San Felice e Sabaudia saranno i giudici della Corte d'Appello di Roma, ma di una sezione diversa rispetto a quella che si è già pronunciata sulla vicenda.