"Vendesi splendido cucciolo maltese a 150 euro". Sembrava un affare imperdibile, rivolto a chi era alla ricerca di un amico a quattro zampe. Non era così. Sono stati oltre dieci gli annunci di questo genere in cui sono caduti diversi acquirenti residenti a Latina e a Roma che hanno acquistato dei cuccioli che invece non erano di razza.  E' quello che è emerso nel corso di una inchiesta coordinata dal pubblico ministero Valentina Giammaria e condotta dai carabinieri del Nipaaf della Forestale che ha portato all'iscrizione sul registro degli indagati di cinque persone, due residenti a Latina e tre a Cisterna, legate da un vincolo familiare. Alla luce del numero degli indagati viene contestata proprio l'associazione per delinquere oltre al traffico di animali. Maltese e pincher erano le razze più richieste e secondo quanto ipotizzato gli indagati prendevano su internet alcuni cuccioli che non erano di razza e che i proprietari regalavano e in un secondo momento li rivendevano sul web. In tanti hanno abboccato e hanno scoperto il tranello in cui sono incappati quando hanno visto che i cani non crescevano come era previsto e dopo alcune visite dal veterinario e al termine di accurati accertamenti hanno scoperto che i cani erano dei meticci e quindi hanno deciso di andare fino in fondo. Sono almeno dieci i casi accertati con condotte di questo genere. Nel corso delle perquisizioni che sono state portate a termine nei giorni scorsi - su delega del magistrato inquirente - gli investigatori hanno sequestrato i telefoni cellulari e i computer dove c'erano le foto degli animali. L'inchiesta è nata poco tempo fa dopo che erano state presentate alcune denunce contro ignoti e quando gli acquirenti hanno capito di essere stati raggirati. Pensavano di aver acquistato dei cani di razza e invece non lo erano.  Una volta che gli inquirenti hanno messo insieme gli elementi che hanno raccolto, a quel punto sono stati sviluppati gli spunti investigativi e sono scattati tutti gli accertamenti che hanno permesso di risalire agli autori della frode che era stata studiata nei minimi dettagli. Gli investigatori inoltre hanno cercato anche di ricostruire tutti i contatti dei cinque indagati per quantificare il giro della clamorosa frode.