Il diniego espresso dal Comune di Terracina per l'installazione di una stazione radio che Iliad vuole posizionare lungo la strada provinciale di San Felice Circeo è stato annullato dal Tribunale amministrativo, che ha condannato l'Ente anche a pagare le spese di lite. A essere annullato, oltre al «no» del settore competente, anche una parte del Piano di riassetto analitico delle emissioni elettromagnetiche territoriali che è stato approvato dal Consiglio comunale a luglio di dieci anni fa.
Questo quanto stabilito con la sentenza pronunciata dal Tar di Latina e depositata il 9 dicembre. La contesa nasce a luglio di quest'anno, quando il Comune di Terracina comunica a Iliad Italia il diniego all'installazione della nuova stazione radio base da posizionare sulla provinciale San Felice Circeo. La scelta è stata motivata col fatto che la struttura «non rientra nelle aree preferenziali previste dal Piano di riassetto analitico delle emissioni elettromagnetiche territoriali».
Contro questa decisione, Iliad decide di proporre ricorso davanti al Tribunale amministrativo e chiede l'annullamento degli atti deducendo una serie di censure. A novembre, quando si è discussa la domanda di tutela cautelare, il ricorso «è apparso manifestamente fondato» e pertanto è stato definito in forma semplificata. Il Tar, difatti, ha avuto già modo di pronunciarsi su un caso analogo riguardante sempre il Comune di Terracina. Pure in quel caso, il diniego era motivato col fatto che il sito non rientrava nelle aree preferenziali indicate dal Piano di riassetto analitico delle emissioni elettromagnetiche territoriali. Con quella sentenza, il Tribunale aveva evidenziato come il regolamento ponga dei divieti «generalizzati preclusivi al rilascio – si legge nelle motivazioni – delle autorizzazioni su aree vaste del territorio comunale». Posizione, questa, ritenuta in contrasto con il "codice delle comunicazioni elettroniche" del 2003, col quale si dice che il Comune non ha potestà di introdurre un divieto generalizzato d'installazione delle stazioni radio base né «di introdurre misure che, pur essendo tipicamente di natura urbanistica». Questioni di tutela dai rischi dell'elettromagnetismo – ricordano i giudici – rientrano «nelle esclusive attribuzioni statali, non già in quelle comunali».
Per questo motivo, sulla scorta di tali considerazioni, il Tar ha giudicato come fondato il ricorso di Iliad e lo ha accolto, con conseguente annullamento di due articoli del regolamento comunale e del provvedimento di diniego.