L'inchiesta non è ancora finita nonostante la tranche di interrogatori di garanzia che si sono svolti ieri. «Certificato pazzo» prosegue e su diversi binari. L'obiettivo degli inquirenti è di trovare altri certificati medici è la convinzione maturata alla luce dei riscontri probatori che sono stati raccolti è che ci siano altre situazioni analoghe e nuovi certificati rilasciati sempre con lo stesso metodo. Non è escluso che si possa aprire anche un secondo livello investigativo e proprio per questo l'indagine procede in modo spedito.  Ieri mattina intanto si è svolta una nuova ondata di interrogatori per gli indagati dell'operazione che ha portato all'arresto di undici persone di cui nove in carcere e due agli arresti domiciliari.  Sul fascicolo dei magistrati sono finiti i nomi di 70 persone.  L'ordinanza emessa dal giudice per le indagini preliminari Giuseppe Cario, ha permesso di scoprire un sistema molto collaudato per il rilascio di false certificazioni mediche per ottenere invalidità. I reati ipotizzati sono quelli di: corruzione continuata, induzione indebita, falso ideologico. Ieri alcuni indagati hanno risposto, altri invece si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.