I negozi continuano a chiudere e l'addio è accompagnato da un silenzio. E' una disfatta che sembra lenta e inesorabile. E' la legge del commercio probabilmente. I motivi di chi dice addio, in alcuni casi alla professione di una vita, sono diversi: la concorrenza di internet che ha tagliato le distanze. Basta un clic e a casa puoi avere tutto e subito e risparmi. Ma non è solo questo. Anzi. Per altri la decisione di chiudere il negozio è un modo per cambiare vita, è la fine di un'epoca, un ciclo che si chiude, per altri ci sono i costi elevati e che spesso uccidono e fanno sparire tante piccole e medie imprese.  Restare sul pezzo - come si dice in gergo - e mantenere il passo ai tempi che procedono velocemente, può rappresentare un sacrificio e un costo che non si può più sostenere.  Non soltanto la zona di corso della Repubblica e via Cialdini, all'esterno della ztl, oppure in via Emanuele Filiberto è segnata da tante serrande che lentamente si abbassano. I punti dove diversi commercianti hanno deciso di lasciare sono anche altri. C'è piazza della Libertà, quella che in tanti chiamano piazza della Prefettura. Qui sta per chiudere un'altra storica attività commerciale In Linea Uomo, è sotto ai portici dal 1972. "Sì, è finito un ciclo - ammette il titolare Angelo Giovinazzi - voglio godermi anche la vita, ho iniziato a 16 anni a lavorare e ora ho deciso di dire basta". Cento passi più avanti ha la serranda abbassata anche la gelateria Mastrobattista. E' di fronte la Banca di Italia che è un edificio vuoto, sullo stesso marciapiede della gelateria, svoltando verso via Umberto I c'è il Cinema Giacomini che è chiuso, accanto a Di Viccaro che ha chiuso a dicembre.  Siamo in linea d'aria a poca distanza da altre attività che hanno deciso di andare via e voltare pagina come Desiderio e la gioielleria Fabrizio, a poche centinaia di metri da un altro negozio che è sul punto di mollare ed è Pantano all'angolo tra via Oberdan e via Don Morosini, il proprietario Armando Pantano, da mezzo secolo è sempre stato dietro al bancone. Ad incidere i costi ma anche il mondo che è cambiato. In questa parte della città la chiusura del mercato coperto, o meglio il trasferimento in una altra zona, alle spalle del teatro piccolo, ha avuto i suoi effetti producendo in alcuni momenti una vera e propria desertificazione con sempre meno persone a passeggio.