Malgrado gli ostacoli, malgrado il tempo, malgrado le stagnazioni e malgrado le mode, le resistenze e i conformismi, la storia vince sempre, comunque e dovunque. Basti pensare a Littoria, un nome da cancellare dalla memoria, un ostacolo insuperabile per i sindaci che si sono susseguiti dal 1946 in poi, e perfino per quelli che a partire dal 1993 hanno riportato la destra al governo della città capoluogo, mai abbastanza fermi nel rivendicare il diritto di riconoscimento della denominazione con cui la città capoluogo ha visto la luce e preso forma nel 1932.
Laddove non sono arrivati Finestra, Zaccheo e Di Giorgi, e dove Coletta non avrebbe osato spingersi, è arrivata la tecnologia, con una ventata di civiltà che ha spazzato via ogni resistenza residua.
O quasi. Le persone nate a Littoria tra gli ultimi giorni del 1932 e il 6 giugno 1945, il giorno precedente il cambio di denominazione, vedranno stampigliato il nome della città di nascita sulle proprie carte di identità elettroniche.
Non più «Luogo di nascita Latina», ma correttamente «Luogo di nascita Littoria».
E' l'effetto del passaggio di consegne Comune-Ministero, avvenuto a Latina a partire dal 2017, a seguito dell'entrata in vigore della normativa che introduce la carta d'identità elettronica: l'Ufficio Anagrafe del Comune inserisce i dati del richiedente e il «cervellone» del Ministero dell'Interno restituisce la carta di identità completa in ogni sua parte. Un computer non si lascia viziare dalle ideologie e fa esattamente quello che va fatto.