I residenti del quartiere di Gianola possono tirare un respiro di sollievo, almeno per il momento. La mobilitazione promossa per bloccare l'installazione di un palo multioperatore di 25 metri sul terreno di un privato in via Santo Janni, a Formia, ha portato a un primo risultato per loro.

Nel pomeriggio, infatti, l'assessore all'Urbanistica Patrimonio e Demanio Marittimo, Paolo Mazza, ha comunicato che «è stata emessa l'ordinanza di immediata sospensione dei lavori inerenti l'installazione di una antenna radiomobile, nonché ogni eventuale opera eseguita in prosieguo», aggiungendo che «tali lavori sono stati avviati in maniera improvvida, sulla base di richieste già dichiarate non procedibili da parte degli Uffici e di successivi ricorsi pendenti al Tar sezione di Latina». Insomma per il momento il progetto è stato bloccato.

Non appena hanno notato l'apertura del cantiere e l'affissione del cartello con su scritto "installazione di un palo multioperatore di 25 metri" sono entrati in allarme.

Nel raggio di 70 metri da questo sito dove sarà issata l'antenna sono posizionate le loro case - non poche - e tra l'altro dove vivono bambini, donne incinte e persone con pacemaker.

Stiamo parlando di quanto accaduto a Gianola, quartiere di Formia, dove è subito scattato il passaparola e nel giro di un paio di giorni (da venerdì scorso a ieri) sono state raccolte circa ottanta firme per chiedere di bloccare l'installazione di quell'antenna. Non solo. Sono stati diffusi dei volantini in tutto il quartiere per informare la cittadinanza su quanto sta accadendo e soprattutto sui paventati rischi. Ieri mattina una delegazione di cittadini si è data appuntamento sotto al palazzo comunale alle 8.30 per cominciare a sensibilizzare sui pericoli che potrebbe comportare questa installazione. Armati di un cartello con su scritto "No antenna Gianola" hanno dapprima sostato in strada e poi sono saliti al primo piano chiedendo di essere ricevuti dal sindaco Paola Villa.

«Il primo cittadino ha detto di essere al nostro fianco e di capire i nostri timori, ma a quanto pare però il Comune avrebbe provato a contrastare il progetto (che è su un terreno privato), ma senza esito positivo», hanno riferito i residenti che, comunque, non hanno alcuna intenzione di fermarsi. In primis per una questione di salute per il rischio di campi elettromagnetici e poi per l'impatto visivo con il rischio di deprezzamento delle case. Per questo i residenti hanno deciso intanto di inoltrare un esposto a diversi enti e istituzioni per chiedere di bloccare l'installazione. E se anche questo non dovesse avere un riscontro, la delegazione si è detta pronta a scendere in strada, organizzando una mobilitazione.

Ciò che li ha posti sul piede di guerra - oltre al progetto in sé - è anche il fatto che sono venuti a sapere di questa installazione solo all'avvio dei lavori.

di: Mariantonietta De Meo