"Trarre spunto dall'emergenza del Coronavirus per incentivare il telelavoro nelle udienze civili e per organizzare la trattazione dei processi ad orari (puntuali)". E' quanto chiede, attraverso una lettera aperta, un avvocato del Foro di Latina.

«Avvertiamo l'esigenza di evitare concentrazioni di più persone in luoghi ristretti comporta la necessità di studiare misure per la trattazione, negli uffici giudiziari, delle cause civili e penali con un limitato numero di persone nelle aule. suggerisco al Commissario dell'Ordine degli Avvocati che potrà agire d'intesa con la Presidenza del Tribunale, di concordare tutte le misure che possano ridurre o addirittura evitare l'eccessiva frequentazione degli Uffici Giudiziari. Come? Ecco qualche esempio: - Nelle udienze civili e penali, chiedere ai giudici di rimodulare i ruoli di ogni singola udienza stabilendo gli orari precisi di trattazione. Pubblicando sul sito del Tribunale i ruoli di ogni singolo giudice, anche soltanto il giorno che precede l'udienza, gli avvocati potrebbero presentarsi all'orario indicato ed evitare di attendere la chiamata fuori dall'aula. - Nelle udienze civili, consentire la verbalizzazione degli avvocati da studio».

In Tribunale la situazione non è certamente facile. Il commissario dell'Ordine degli Avvocati Giacomo Mignano, nei giorni scorsi aveva sospeso ogni tipo di attività relativa ai corsi di formazione. Ogni giorno nell'ufficio giudiziario di piazza Bruno Buozzi, passano oltre 800 persone con punte di oltre 1000 per arrivare anche a 1200 nei giorni di martedì e giovedì. In una nota aveva anche chiesto la chiusura del Tribunale. Alla luce di quello che sta accadendo, in una nota.

"La raccomandazione è limitare - ha scritto Mignano nella nota - la frequenza nei presidi di giustizia, procrastinando le attività di cancelleria, preferendo l'uso dei canali informatici che consentano il confronto tra colleghi. Si raccomanda di limitare la presenza dei praticanti in udienza". Gli avvocati puntano a istituire un elenco di colleghi disponibili a sostituire nelle udienze chi proviene da altri Fori per evitare spostamenti e assembramenti e contrastare la diffusione del virus.