La decisione è arrivata ieri sera dopo una riunione. Stop. Si fermano gli avvocati e inizia da domani l'astensione. L'Organismo Congressuale Forense ha indetto un'astensione che andrà avanti fino al 20 marzo. Niente udienze anche a Latina se non quelle per le urgenze. Sarà così in tutta Italia. Nell'ufficio giudiziario di piazza Bruno Buozzi la situazione non è certamente facile alla luce delle migliaia di persone che ogni giorno frequentano il Tribunale con punte di 1400 accessi nei giorni di martedì e giovedì e una media tra le 600 e le 1000 unità negli altri giorni. L'emergenza sta procurando grande allarme sociale. «Un allarme avvalorato in particolare dalle misure eccezionali prese dal Governo». L'Organismo Congressuale Forense, coordinato da Giovanni Malinconico, sottolinea che alcune misure non sono adeguate per ridurre ragionevolmente il rischio di contagio in relazione alle modalità di interazione che connotano l'attività giudiziaria.  Il rischio è concreto e i casi di avvocati e magistrati contagiati si stanno moltiplicando in tutta Italia come è accaduto anche a Milano.
Le richieste inviate dall'Organismo a Largo Arenula, la prima inviata il 26 febbraio e la seconda che risale al 3 marzo con la richiesta di sospensione delle udienze, sono rimaste senza riscontro e così ieri è stata presa una decisione molto netta e chiara.
Nella nota viene sottolineato inoltre che la situazione rientra nelle ipotesi dei gravi eventi lesivi dell'incolumità e della sicurezza dei lavoratori ed è per questo che è stata indetta l'astensione dalle udienze e da tutte le attività giudiziarie in ogni settore. Già nei giorni scorsi - subito dopo che erano stati registrati i primi casi in Italia - era stato il commissario dell'Ordine degli Avvocati Giacomo Mignano a sospendere tutti i corsi di formazione e a sottolineare le criticità del palazzo di giustizia di Latina dove il rischio di contagi rispetto ad altri uffici della Corte d'Appello di Roma è molto alto.