Da qualche giorno si è innescata la polemica, specie attraverso i social network, in merito alla notizia che alcune persone sono state sanzionate perché sorprese a pulire i propri veicoli presso gli autolavaggi della città. Polemica che ha finito per mettere in dubbio, ingiustamente, l'operato dei militari della Guardia di Finanza che hanno contestato una delle ultime violazioni in un car wash self service del capoluogo, nell'ambito dei controlli finalizzati al rispetto delle prescrizioni attualmente in vigore. Per chiarire quanto è successo nelle ultime settimane, è intervenuto il sindacato Usif, acronimo che vuol dir Unione Sindacale Italiana Finanzieri.

La situazione è stata piuttosto ambigua nel corso dell'emergenza perché gli autolavaggi erano aperti, ma non accessibili a tutti: in alcuni impianti i gestori avevano affisso gli avvisi per mettere in guardia i clienti proprio sulla possibilità di essere multati. E infatti le sanzioni, in questo senso, sono state emesse da tutte le forze di polizia per i trasgressori, praticamente fino alla Fase 2.

Il sindacato Usif è intervenuto per fare chiarezza, ricordando che sì, gli autolavaggi non sono mai stai chiusi nel periodo dell'emergenza per consentire la sanificazione dei veicoli, il codice Ateco oltretutto è lo stesso delle attività di manutenzione, ma la frequentazione degli autolavaggi è stata comunque inquadrata nel contesto delle comprovate motivazioni previste in questo periodo. In una nota a firma del segretario generale Vincenzo Piscozzo, il sindacato sottolinea che il reparto della Guardia di Finanza di Latina finito al centro della polemica, non ha adottato un comportamento vessatorio nei confronti dei cittadini: i militari hanno raccolto le autodichiarazioni delle persone sorprese a lavare l'auto e ha risparmiato coloro i quali avevano una comprovata motivazione, multando invece chi non ce l'aveva.