L'evento
19.01.2026 - 11:00
Foto dalla pagina Facebook l'Orchestraccia
Il ricordo può nascere anche da una bugia ben raccontata, proprio come avviene nel bar pieno di millantatori che sabato sera ha aperto i suoi spazi al pubblico del Teatro D'Annunzio di Latina.
Ci sono strani tipi lì dentro, e si raccontano a un giornalista di TVR Voxson, la vecchia emittente nata a Roma cinquant’anni fa, che armato di registratore è deciso a scoprire la verità intorno a certe storie riguardanti sedicenti amici di Franco Califano.
Siamo negli anni Settanta, il tempo si è fermato alle partite intorno al biliardino e ai soldini ‘in saccoccia’ per far suonare il jukebox, al tifo allo stadio tra gli amici e ai calci al pallone in un cortile, alle musicassette e al vinile… che la puntina del giradischi ci mette sempre troppo per partire. È qui che l’Orchestraccia porta gli spettatori accorsi così in tanti da fare registrare un bel sold out. Grande soddisfazione per Marco Conidi e per la celebre band di “cialtroni" più amata d’Italia. Facile a questo punto, sarebbe pensare che... dove c'è il Califfo è sempre un successo, ma è giusto ricordare come la capacità di coltivare lealtà e creare connessioni emotive appartenga alla storia delll’Orchestraccia, un percorso costruito passo dopo passo, che ha saputo fondere la tradizione romana con più generi musicali rielaborandola in uno stile rock-folk fortemente distintivo. Questo per dire che il pubblico al D’Annunzio non è in sala solo per Califano, ma perché è fan dell’Orchestraccia e il risultato evidente è l’accoglienza calorosa che la band ottiene, tale da fare dire a Conidi: <Grazie, è emozionante, ancora di più se con la mente ritorno ai nostri inizi, quando i teatri erano mezzi vuoti e dovevamo scendere noi dal palco per applaudirci>.
Tra memorie e ironia, Marco Conidi (cantautore/attore), Guglielmo Poggi (attore), Salvatore Romano (chitarra), Angelo Capozzi (chitarra/ukulele), Emanuele Bruno (pianoforte/fisarmonica), Alessandro Vece (violino), Mario Caporilli (tromba), Claudio Mosconi (basso) e Fabrizio Fratepietro (batteria), non si risparmiano e celebrano l’artista scomparso. Lo fanno a loro modo, quando sarebbe stato facile provare a scimmiottarlo. Lo fanno ‘orchestracciando’ brani immortali come Minuetto, L’ultimo amico va via, Roma nuda, mentre gli spettatori battono le mani e intonano i vari ritornelli, un teatro intero in piedi a cantare. E allora hai la conferma che Califano appartiene a tutti, senza distinzione di classe, gusti, valori, e che l’Orchestraccia quel “tutti” riesce a risvegliare, per farli rincontrare nella musica di un artista, nel “Core mio, core mio” di Semo gente di borgata e in Tutto il resto è noia, con cui il Bar Califfo chiude le porte ma non lo spirito schietto che lo ha animato all’interno di una narrazione teatrale in cui si sono intrecciati ricordi, leggenda, poesia, follia e classici dell’Orchestraccia come “A proposito di te”.
All’uscita dal Teatro D’Annunzio, Vincenzo Berti che con Gianluca Bonanno e la loro Ventidieci hanno organizzato l’evento prodotto da Fabio Censi nell’ambito della stagione ‘Liberi di scegliere’, commenta orgoglioso: “L’Orchestraccia torna nel capoluogo pontino dopo più di due anni, registrando un sold out che premia il suo percorso. Ciò conferma che Latina risponde bene di fronte alla qualità artistica. Lo dimostrano anche i prossimi show che stiamo programmando: Marco Travaglio, il 5 febbraio, sta volando verso il tutto esaurito; Francesco Cicchella in cartellone per il 27 e 28 febbraio e Maurizio Battista per il 12 e 13 marzo, sono entrambi sold out. A breve annunceremo i nomi dell’estate a Sabaudia dove ormai è di casa Zarrillo (pochi i posti disponibili per il suo concerto a Latina). Vi anticipo anche che stiamo lavorando con la dottoressa Elena Lusena per la prossima stagione autunnale qui al D’Annunzio. Abbiamo proposte e belle idee per un teatro sempre pieno come questa sera così unica e speciale”.
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