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Premio Strega, Ravera propone "Il compagno". Isabella Delle Monache: "Profondamente grata"

Bella soddisfazione per la giovane sceneggiatrice e scrittrice pontina

Premio Strega, Ravera propone "Il compagno". Isabella Delle Monache: "Profondamente grata"

Gli Amici della domenica stanno avanzando le loro proposte, e tra  i titoli che  compaiono sulla pagina del Premio Strega,  troviamo anche “Il compagno” della pontina Isabella Delle Monache, edito Serradifalco.

 Lo aveva detto Lidia Ravera durante la presentazione romana del  libro avvenuta lo scorso mese di novembre, che avrebbe segnalato Isabella per il riconoscimento letterario più ambito, dopo averne lodato lo stile semplice ma anche  in grado di restituire con efficacia ciò che i personaggi vivono, definendo la giovane scrittrice al suo esordio letterario,  “un’autrice capace di ‘narrare senza teorizzare”.
Un concetto che   Ravera riprende nella motivazione che accompagna la sua proposta al Direttivo del Premio. Il romanzo racconta la storia di  Elena e di Diego. Poco più che ventenni, si conoscono su un treno per Genova nel dicembre del 2016. Nasce tra i due una storia d’amore, lei è affascinata da questo ragazzo così intenso e impegnato politicamente ma anche così lontano da quelle che sono  le aspirazioni della ragazza.  “Il compagno”  porta avanti quindi una riflessione sul potere di un incontro - leggiamo sulle note di copertina -, sullo smarrimento di una generazione, sulla militanza politica, sull’amore  in un’epoca priva di certezza e in cui  credere  in un ideale è già rivoluzione.
Grata e felicissima, Isabella Delle Monache (sceneggiatrice, interprete e mediatrice linguistica) si gode  ora questo primo successo, impreziosito dalle parole che Ravera ha usato per motivare  la  scelta: «Come in un film di Éric Rohmer - afferma l’autrice di ‘Porci con le ali’ (che quest’anno festeggia i cinquant’anni dall’uscita nel 1976) -, Isabella coglie la grazia e la tragedia della vita sentimentale ed emotiva dei giovani e la racconta accumulando dettagli quotidiani, senza definire, spiegare o teorizzare, senza enfasi né altre pomposità da opera prima. È questo che mi ha conquistata, la capacità di chiamare dentro il lettore, la lettrice, fargli posto affidandosi a una semplicità che diventa stile”.  Ravera ragiona quindi sull’amore, che definisce una faccenda complicata.
 E scrive ancora:  “Proprio sullo sviluppo armonioso, struggente e affascinante di un tema così ampio e scivoloso, si vede la qualità di Isabella: è una narratrice. La radice del contendere fra gli innamorati è sempre la stessa: a lei basta l’amore, a lui no. Diego infatti è sempre più assiduo nell’esercizio della militanza, anche se il suo impegno rassomiglia quasi più al volontariato che all’adesione ideologica ad un corpo di leggi e a un’interpretazione della storia. In ogni caso, questo è il sottotesto che corre fra le pagine del romanzo e che le rende interessanti: dove sta la felicità? È possibile essere felici nella simbiosi amorosa o occorre nutrire qualche altra passione?”.  Si dice stupita infine, Ravera,   per essersi identificata durante la lettura con la protagonista ventenne e desiderosa di un amore capace di riempirle la vita: “E considerata la lunghezza della mia - conclude la scrittrice  torinese -, e quello che penso dell’amore, è un risultato davvero notevole”.
 Forza Isabella!

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