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Eccellenze pontine

Undici cantine pontine nel salone di Vinitaly

Dal 12 al 15 aprile l'evento dedicato ai vini e ai distillati

Undici cantine pontine nel salone di Vinitaly

Verticali, aree tematiche, focus sui principali mercati e degustazioni. È questo a grandi linee il programma del cinquantottesimo Vinitaly, il salone internazionale del vino e dei distillati di Verona, un luogo dove la filiera vitivinicola globale si incontra per quattro giornate, dal 12 al 15 aprile, dedicate al business, al networking e alla condivisione di esperienze e competenze. Concorsi, premi e percorsi formativi valorizzeranno l’eccellenza dei produttori e offriranno nuovi strumenti ai professionisti del settore. Si tratta di un appuntamento unico che trasforma Verona in una capitale internazionale del vino.

Anche i vini pontini, come sempre, saranno protagonisti dell’evento. E, come sempre, saranno fatti degustare assieme a quelli di tutte le regioni italiane, a quelli francesi, austriaci, tedeschi, portoghesi, spagnoli, ungheresi, americani, cileni, australiani… insomma assieme a tutte le etichette del mondo. Sono undici le cantine della provincia di Latina che parteciperanno, presentando il meglio della propria produzione. Eccole: Molino 7Cento di Cori, Azienda agricola Sant’Andrea di Borgo Vodice, Amor Vitae di Aprilia, Tenuta Pietra Pinta di Cori, Cooperativa Cincinnato di Cori, Casa vinicola Ciccariello di Gaeta, Cantina Villa Gianna di Borgo Grappa, Azienda agricola Marco Carpineti di Cori, Azienda agricola Giangirolami Donato di Borgo Montello, Azienda agricola Casale del Giglio de Le Ferriere e Azienda agricola Sant’Eufemia di Cisterna.

Oltre a quelli delle quattro Doc (Cori, Aprilia, Circeo e Moscato di Terracina) e a quelli Igt, in Agro Pontino si producono numerosi vini con i vitigni autoctoni (Moscato di Terracina, Bellone o Cacchione, Bombino o Ottonese, Nero Buono di Cori, Sanginella Nera, Greco Moro e Greco Giallo) e parecchi vini internazionali, ossia vini frutto della sperimentazione vitivinicola che alcune aziende agricole hanno avviato nei loro vigneti. Di pari passo con l’innovazione colturale di queste aziende, da parte loro c’è stato il recupero della coltivazione dei vitigni locali. Un discorso, questo, non ancora terminato, visto che alcuni viticoltori hanno da poco riscoperto e ripiantato antichi vitigni pontini a rischio estinzione, come l’Abbuoto e l’Aleatico.
Insomma, sono finiti i tempi in cui la vitivinicoltura pontina (e quella laziale) era considerate la cenerentola dell’enologia italiana. La qualità dei vini, i traguardi raggiunti, i premi vinti, i riconoscimenti ottenuti l’hanno proiettata nell’olimpo delle migliori etichette italiane. Con le quattro Doc (in provincia di Latina, fino una ventina di anni fa si producevano anche vini Doc Castelli Romani), quella pontina è una delle zone italiane con il più alto numero di tali marchi. E una delle prime zone a ottenere in Italia la denominazione di origine controllata è stata Aprilia. L'ultima Doc è quella del Moscato di Terracina.

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