Sanità territoriale in crisi
08.01.2026 - 14:00
A Formia, la sanità territoriale versa in condizioni che non sono degne di una città civile. Il servizio di guardia medica notturna funziona in maniera talmente ridotta da costringere i pazienti a essere visitati all’aperto, come accaduto il 20 dicembre in Piazza Mattei, dove alcune persone sono state visitate su una panchina.
Il fatto non è una provocazione: è un simbolo chiaro dello stato del servizio sanitario locale. Formalmente esiste una sede — Palazzo Cenatiempo — ma è considerata non sicura e dunque inutilizzabile. La mancanza di spazi adeguati mette in discussione condizioni minime di dignità, privacy e sicurezza che ogni sistema sanitario dovrebbe garantire.
La situazione è ancora più grave in un territorio turistico come quello di Formia, che non riesce neanche ad attivare la guardia medica turistica, mentre il servizio ordinario già opera in condizioni precarie.
Il Partito Democratico, da tempo, ha chiesto il potenziamento della guardia medica e la convocazione della Commissione consiliare sulla sanità per affrontare le emergenze locali. Finora, però, le richieste hanno incontrato solo silenzi.
“La guardia medica rappresenta un presidio essenziale per la comunità — sottolineano dal PD — garantisce la continuità assistenziale nelle ore notturne e festive e dovrebbe alleggerire il carico del pronto soccorso, già in difficoltà. Gli operatori sanitari non possono essere costretti a lavorare in queste condizioni, e non sorprende che sempre meno medici scelgano di operare sul nostro territorio”.
L’episodio è stato segnalato anche all’Amministrazione comunale, che però non ha dato alcuna risposta. Il Partito Democratico chiede ora al Sindaco di individuare subito una sede alternativa e idonea, come l’ex centro vaccinale di Gianola o locali del pronto soccorso dell’ospedale, per garantire ai cittadini un servizio sanitario degno di questo nome.
Formia è una città in cui le persone devono poter contare su servizi pubblici seri, a partire dalla salute. La domanda che resta è: quando chi governa inizierà a occuparsi davvero delle cose importanti?