Formia, il fatto
01.03.2026 - 13:00
In una lunga lettera ai soci dell’Aquilone, realtà storica di Formia che si occupa da sempre di persone con fragilità, il presidente Salvatore Gentile invita tutta la comunità e anche la politica locale a non lasciare indietro gli ultimi. E le sue parole calzano alla perfezione in un momento di grande debolezza dei servizi sociali e assistenziali. «Nel mio ruolo come Presidente e nel mio ruolo come psicoterapeuta per tanti anni desidero ricordare con amicizia di avere sempre nella vostra mente dei punti cardine, dei valori di riferimento forti, che possano essere sempre “la stella” che deve guidare il nostro cammino lungo la strada del servizio agli ultimi e ai fragili della nostra comunità non solo dell’Aquilone, ma anche della nostra comunità formiana. Vorrei che l’Aquilone non perdesse mai la sua “umanità” a discapito di un continuo perdersi tra leggi, regole, gerarchie e ruoli. - scrive, tra l’altro, gentile - Io stesso, dopo anni e anni di servizio all’Aquilone, a volte mi rendo conto di non avere una visione completa e profonda di tutto, e questo perché l’Aquilone è fatto di persone e le persone hanno una dinamicità storica e una sofferenza antica in ogni singolo aspetto e tempo della loro vita. Per amore della “serenità” della quale necessita l’Aquilone, in tutte le sue componenti e in tutte le sue forme, dobbiamo essere “rispettosi” dei nostri ruoli e delle nostre responsabilità personali e condivise secondo gli ideali che hanno sempre accompagnato la nostra storia con una gestione attenta e scrupolosa della struttura e con una politica attenta e scrupolosa della città che sappia includere gli emarginati e i poveri attraverso una politica etica di inclusione e di amore. Confido nello spirito di solidarietà, che ha sempre accompagnato il nostro percorso comunitario e spero molto che continui ad accompagnarlo con modalità e con decisioni in un tempo difficile e complicato che stiamo vivendo e che ci aiuti ad intraprendere cammini e voli nuovi con l’aiuto e la disponibilità di quanti hanno a cuore l’esperienza dell’Aquilone».
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