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Formia, le tappe

La sentenza scomoda

Il 20 aprile Commissione Trasparenza straordinaria sul verdetto del Tar Lazio seguito al ricorso dell’ex capo dei vigili, Rosanna Picano. I timori economici

La sentenza scomoda

Si terrà il prossimo 20 aprile la Commissione Trasparenza interamente dedicata al «caso-Picano», ossia agli effetti della sentenza arrivata a seguito del ricorso al Tar di Rosanna Picano, l’ex comandante della polizia locale che era stata rimossa dall’incarico non direttamente ma a seguito di una riorganizzazione della macchina burocratica del Comune di Formia. La Commissione è stata convocata dal presidente Amato La Mura, firmatario della richiesta di approfondimento insieme a tutti i consiglieri di opposizione. In specie è previsto  l’esame della «sentenza del TAR Lazio relativa al riassetto organizzativo della Polizia Locale del Comune di Formia, con illustrazione dei suoi contenuti essenziali e degli atti direttamente coinvolti».

Si chiederanno inoltre «chiarimenti sugli effetti amministrativi e organizzativi immediati della sentenza, con particolare riferimento  all’attuale assetto della Polizia Locale, agli atti che l’amministrazione intende adottare per dare esecuzione alla pronuncia, ai tempi previsti per il ripristino di un assetto conforme alla normativa, agli eventuali riflessi sugli atti successivamente adottati nell’ambito della struttura interessata». E ancora la Commissione punta a verificare «gli eventuali effetti della sentenza sugli atti adottati nel periodo in cui il comando della Polizia Locale è stato esercitato sulla base degli atti poi annullati, con particolare riferimento a possibili profili di criticità, contenzioso o necessità di ulteriori valutazioni da parte dell’Ente» e ad avere «chiarimenti sulle conseguenze economiche e contabili della vicenda, con particolare riferimento  agli eventuali ulteriori costi legali già sostenuti o da sostenere, ad altri possibili oneri derivanti dall’esecuzione della sentenza, a eventuali rischi di ulteriori contenziosi o pretese economiche connesse alla vicenda», nonché «chiarimenti sull’istruttoria che ha portato all’adozione degli atti annullati, anche con riferimento a eventuali pareri o valutazioni tecniche e legali acquisiti dall’Ente» e «in merito all’eventuale esistenza di altri provvedimenti sottoscritti dalla Segretaria Generale, o comunque corredati da suo parere, che, alla luce della sentenza, si ritenga necessario rivedere o rivalutare, anche al fine di segnalare tempestivamente all’Amministrazione possibili criticità ed evitare in futuro ulteriori sentenze sfavorevoli». 

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