La storia
26.04.2025 - 08:40
Un uomo di Latina sta lottando da sette anni per ottenere l’affido esclusivo dei figli che l’ex moglie slovacca, dopo la loro separazione, ha portato nel proprio Paese d’origine e fa di tutto per trattenerli, anche contro la volontà dei ragazzi, sebbene sia affetta da una patologia che le impedisce di seguirli come dovrebbe, non potendo neppure guidare l’auto.
Ne è nata una battaglia legale nel Tribunale di Bratislava che sembrava trovare una definizione a favore dell’affidamento al padre, ma ha subito un brusco stop quando la donna ha paventato una presunta manipolazione sui figli da parte del genitore italiano, del tutto infondata, e una sindrome del figlio maschio smentita da visite mediche nel nostro paese, che hanno richiesto però la necessità di sottoporre entrambi i giovani a una perizia. Fatto sta che da tre mesi il giudice non ha ancora nominato il consulente tecnico d’ufficio e la causa non va avanti.
Nell’ultima udienza di ottobre, i figli avevano espresso chiaramente il desiderio di tornare in Italia col padre, ricevendo anche il sostegno dei servizi sociali e riscontri positivi sulla figura paterna. Tuttavia, la madre ha bloccato la decisione giudiziaria richiedendo una perizia psichiatrica basata su elementi poco attendibili. Il padre, dal canto suo, ha fatto il possibile per accogliere i figli, riorganizzando la casa e iscrivendoli a scuola, ma senza risultati concreti a causa della stasi legale. I contatti con l’ambasciata italiana a Bratislava non hanno prodotto aiuti significativi, nonostante il caso sia stato segnalato anche a livello istituzionale. Intanto, un altro anno scolastico è sfumato per i ragazzi e la situazione familiare resta sospesa.
Edizione digitale
I più recenti
Ultime dalla sezione