Il dibattito
07.12.2025 - 12:20
Una visione lunga e una coesione autentica attorno alla Fondazione Latina 2032, per concentrarsi su un progetto condiviso che metta Latina al centro dell’agenda politica. Lo sostengono Alessandro Porzi e Francesca Pagano, consiglieri della lista Celentano, che accolgono con favore le parole recenti del senatore Nicola Calandrini sul bisogno di una coesione reale attorno alla Fondazione Latina 2032, della necessità di passare dalle intenzioni all’azione, accelerando sui progetti urbani e culturali che danno identità alla Fondazione e mobilitando competenze locali e partner nazionali. I due ricordano che Latina nacque come un esperimento innovativo in cui architettura, urbanistica, ingegneria della bonifica, medicina e cultura concorrevano a un’unica idea di modernità. La città fu un modello d’avanguardia sia sul piano della progettazione sia su quello dell’accoglienza, elementi che ne hanno definito l’identità fin dalla nascita. «Non guardiamo indietro per un agiografico ritorno al passato ma per ricordare le nostre radici: l’architettura, l’urbanistica, l’ingegneria della bonifica, la medicina della battaglia contro la malaria, la cultura nuova, tratti somatici di un unico profilo: quello della modernità. Avanguardia anche in accoglienza, tutti elementi di cui ogni centimetro di questa terra é intriso e che hanno reso Latina un unicum nel panorama nazionale e internazionale sin dalla sua nascita. Oggi quelle radici devono diventare la base per immaginare una città europea, giovane, universitaria, capace di attrarre investimenti, cultura, ricerca e innovazione».
In pochi giorni – tra rogito notarile, nomina degli organi e decreto ministeriale – la Fondazione è passata da idea a soggetto pienamente operativo, ricevendo i primi 700 mila euro, di cui 200 mila relativi al 2024 e 500 mila al 2025. Un iter così rapido è il segnale di una convergenza istituzionale importante. «Proprio per questo – proseguono Porzi e Pagano - dobbiamo essere chiari: queste risorse non sono fondi “da spendere”, ma fondi da investire. Ogni euro deve contribuire alla definizione dei progetti cardine per la Latina dei prossimi decenni, al rafforzamento della credibilità della Fondazione e alla capacità di attrarre ulteriori partner pubblici e privati, generando impatti concreti e duraturi sul territorio. L’arrivo di queste prime risorse rende ancora più urgente un approccio rigoroso, trasparente e orientato al futuro. La Fondazione deve tradurre questi fondi in progetti culturali, urbanistici, formativi ed economici capaci di parlare alla città di oggi ma soprattutto di costruire la città dei prossimi cent’anni. Porzi e Pagano concludono sottolineando l’opportunità storica che Latina ha davanti: tornare a essere un laboratorio di modernità e cooperazione pubblico-privata, un modello urbano innovativo, sostenibile e avanzato. La Fondazione Latina 2032 deve essere lo strumento che guida questa transizione. «Noi ci siamo – affermano – con spirito propositivo e determinazione. Ora chiediamo a tutti di fare la propria parte per costruire insieme la Latina che verrà».
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