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L’inchiesta Porta Napoletana

Estorsione per i posti al concerto

L’episodio emerge dagli atti della DDA di Roma: il clan Licciardi avrebbe preteso 14 ingressi nell’area vip per lo spettacolo di Geolier al Palapartenope. Il manager minacciato da Gennaro Marano, figlio di Patrizia

Operazione Porta Napoletana, un’altra famiglia vicina ai clan

L’operazione “Porta Napoletana”, culminata il 17 dicembre con cinque arresti a Terracina e che ha svelato gli interessi del clan Licciardi sulla città e sul litorale del Basso Lazio, con il trascorrere dei giorni si sta rivelando come un “semplice filone” di un’indagine molto più complessa che ha prodotto - come si fosse davanti al classico vaso di Pandora da scoperchiare - una vera e propria mole di informative e comunicazioni di notizie di reato, da parte del Nucleo investigativo dei Carabinieri, finite tutte nelle stanze della Direzione distrettuale antimafia di Roma e diverse, successivamente, anche sui tavoli della Procura di Latina. La stessa DDA romana, negli ultimi giorni, ha inviato per competenza a quella di Napoli anche l’episodio (riportato da “la Repubblica”) dell’estorsione subita da Cristian De Rosa, il manager del rapper napoletano Emanuele Palumbo, noto a tutti come Geolier e in alcun modo coinvolto nell’inchiesta, in occasione del concerto al Palapartenope di Napoli del 23 aprile 2023.

Il clan camorristico di Secondigliano, in particolare Gennaro Marano, figlio di Patrizia Licciardi ed Eduardo Marano, avrebbe preteso da De Rosa non soltanto di assistere gratuitamente allo spettacolo, ma di avere 14 posti nell’area vip dell’evento. Un’estorsione condita da minacce che è stata ampiamente ricostruita dai dialoghi intercettati e in cui emerge come il clan Licciardi-Marano volesse dare una lezione al manager anche se quest’ultimo aveva comunque accontentato le richieste delle due famiglie prenotando 14 posti nell’area riservata.

Durante una conversazione tra Gennaro Marano e Vincenzo Chiummariello, l’intermediario del clan per la pretesa estorsiva diretta al manager, riportata nell’ordinanza si legge: “ti ricordi che lui ci aveva parlato dell’area family? - dice Marano a Chiummariello - Io dissi di no, ci devi mettere davanti, e lui là ci mise”. E Chiummariello risponde: “ora ti faccio vedere... sabato sta all’ospedale”. Una minaccia che, per fortuna, non verrà messa in atto.


Il giorno del concerto, però, non sono mancati gli attriti: secondo gli inquirenti, Marano e i suoi accompagnatori “si sarebbero comportati da aguzzini” nel corso di tutta la serata. Un atteggiamento presuntuoso che avrebbe infastidito non poco il fratello di Geolier, Gaetano Palumbo, anche lui minacciato dal clan. Gennaro Marano avrebbe chiesto conto anche al manager del rapper di quel fastidio manifestato da suo fratello per la loro presenza, contestando al fratello di Geolier soprattutto la frase “sti fatti che si sentono dire dentro i film...”. Allora Marano, rivolto al manager, lo aveva avvisato di cosa stava rischiando Gaetano Palumbo: “lo faccio chiudere dentro a un box”

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