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Giornata mondiale della Pace 2026

Crociata: «Entrare nella pace, non imporla». Il messaggio del vescovo alla Cattedrale di Latina

Nella solennità di Maria Santissima Madre di Dio, ha presieduto la celebrazione

Crociata: «Entrare nella pace, non imporla». Il messaggio del vescovo alla Cattedrale di Latina

Si ricomincia dalla pace. Con questo invito forte e insieme carico di speranza si è aperto il nuovo anno nella Cattedrale di San Marco a Latina, dove il vescovo Mariano Crociata ha presieduto, nel pomeriggio del 1° gennaio, la celebrazione eucaristica per la 59ª Giornata mondiale della Pace, nella solennità di Maria Santissima Madre di Dio.

Una liturgia particolarmente partecipata, alla presenza delle autorità civili e istituzionali del territorio – dal Prefetto ai sindaci dei Comuni della diocesi, dai rappresentanti politici a quelli delle parti sociali – secondo una tradizione che lega la Giornata della Pace alla responsabilità condivisa per il bene comune.

Al centro dell’omelia, il messaggio di papa Leone XIV, al suo primo Capodanno da pontefice, dal titolo «La pace sia con tutti voi. Verso una pace disarmata e disarmante». Un testo che, come ha sottolineato Crociata, invita a un cambio radicale di prospettiva: «Non si tratta anzitutto di fare noi la pace, ma di entrare nella pace». Una pace che non è solo una meta da raggiungere, ma una presenza che precede e accompagna, un dono che il Risorto affida ai suoi discepoli.

Richiamando le parole di Gesù – «Vi lascio la pace, vi do la mia pace» – il vescovo ha messo in guardia dal rischio di voler costruire la pace come imposizione dei propri interessi o punti di vista. La vera pace, invece, chiede di uscire da sé, di disarmare il cuore prima ancora degli arsenali. Perché, ha ricordato Crociata, «le prime e più pericolose armi sono i pensieri di odio e di vendetta, la volontà di dominio e di prevaricazione».

Non è mancato il riferimento ai grandi conflitti che segnano l’attualità internazionale, a partire dalla guerra in Ucraina. Di fronte a scenari di violenza che sembrano rendere irrilevanti gli sforzi dei singoli, il vescovo ha invitato a una riflessione più profonda: spesso, anche nel piccolo delle relazioni quotidiane, si riproduce la stessa logica della contrapposizione e dell’aggressione che alimenta i conflitti armati.

La via indicata dal Papa – e rilanciata con forza nell’omelia – è quella del dialogo, dell’ascolto delle ragioni altrui, della costruzione paziente di relazioni fondate sulla fiducia. Una strada esigente, che non nega il diritto alla difesa di fronte alla violenza, ma che chiede di non perdere mai di vista la persona, nemmeno il nemico. «Chi ama veramente la pace – ha ricordato Crociata citando sant’Agostino – ama anche i nemici della pace».

Al termine della celebrazione, il vescovo ha consegnato alle autorità presenti una copia del messaggio di papa Leone XIV. Un gesto simbolico che affida alle istituzioni e alla società civile l’impegno concreto per una “pace disarmata e disarmante”, fondata sulla diplomazia, sulla mediazione e sul diritto internazionale.

In chiusura, il richiamo al Natale e all’immagine del Bambino: «Nulla ha la capacità di cambiarci quanto un figlio». Un invito a guardare ai bambini di oggi – e quindi al futuro di tutti – come a un debito di responsabilità che interpella le coscienze. Perché, come ha concluso il vescovo, quel Figlio divino fatto bambino «ci insegna a vivere un po’ di più da umani».

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