Aggressione a Santo Stefano
02.01.2026 - 13:00
Capodanno in cella per quattro dei cinque componenti del gruppo (uno è stato denunciato a piede libero) che la notte di Santo Stefano hanno accoltellato a Napoli Bruno Petrone, 18enne studente calciatore originario di Minturno. Il Gip del Tribunale dei minorenni di Napoli, Anita Polito, ha accolto le richieste del Pm Claudia Di Luca, dopo gli interrogatori di garanzia svoltisi nel giorno di San Silvestro. Tutti i minorenni, il quindicenne autore del ferimento, e gli altri tre diciassettenni, hanno confermato quanto dichiarato ai Carabinieri, subito dopo essersi costituiti. Hanno negato che l’accoltellamento fosse stato premeditato. Secondo le loro dichiarazioni non ci sarebbe stata alcuna spedizione punitiva, ma soltanto un incontro casuale finito male perché il quindicenne era in possesso di un coltello, che però, come rilevato dagli investigatori, avrebbe acquistato dopo la discussione sorta una settimana prima con Bruno Petrone. Le accuse nei confronti dei quattro sono di tentato omicidio aggravato (dalla premeditazione e dai motivi abietti e futili) in concorso e, solo al quindicenne, il possesso dell'arma da taglio (un coltello 'a farfalla' sequestrato) e di una chiave inglese, che invece non è stata rinvenuta. Accuse pesanti che confermano la gravità del gesto compiuto dai componenti del gruppo, tutti incensurati e estranei a gruppi malavitosi. Intanto le condizioni di Bruno Petrone continuano a migliorare. Dopo essere uscito dalla terapia intensiva dell'ospedale San paolo di Napoli, il giovane atleta minturnese è tornato in reparto, ma ha ancora qualche problema al polmone, interessato da una delle quattro coltellate sferrate dall’aggressore. Per questo è stato disposto il trasferimento nella clinica di alta specializzazione Mediterranea di Napoli, dove completerà la riabilitazione. Intanto continuano a giungere messaggi di solidarietà a Bruno Petrone e ai familiari che risiedono a Minturno. Il sindaco della cittadina aurunca Gerardo Stefanelli ha scritto un post di incoraggiamento a Bruno, così come altri amministratori, amici, conoscenti e la società dell’Angri, squadra nella quale militava il fantasista pontino. Una brutta storia che fortunatamente si è conclusa in maniera positiva ed ora bisogna soltanto avere un po' di pazienza, con la speranza di poter rivedere in campo il numero dieci minturnese, le cui giocate sono state mostrate da tutte le reti nazionali e da vari siti internet.
Edizione digitale
I più recenti