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Il caso

Sommossa in carcere, ricorso parzialmente accolto

Discussa al Tribunale del Riesame la posizione di Matteo Baldascini

Sommossa in carcere, ricorso parzialmente accolto

Il carcere di via Aspromonte a Latina

I giudici del Tribunale del Riesame di Roma hanno parzialmente accolto il ricorso di Matteo Baldascini, indagato nell’inchiesta sulla rivolta in carcere, gli accertamenti erano stati condotti dagli agenti della Polizia Penitenziaria di Latina. Era stato il gip del Tribunale Mara Mattioli ad emettere un provvedimento restrittivo nei confronti di Baldascini e altri imputati. Nei giorni scorsi era stato accolto il ricorso di Mattia Spinelli,  indagato nell’ambito della stessa inchiesta. Il giudice nell’ordinanza di custodia cautelare aveva ricostruito i fatti che sono avvenuti recentemente lo scorso ottobre e in merito alla posizione degli imputati aveva sostenuto che:   «Hanno manifestato il dissenso rispetto al regime chiuso all’interno della casa circondariale e avevano iniziato a battere con forza contro le inferriate e i cancelli delle celle. Non si è trattato di atti di disobbedienza all’ordine impartito dagli agenti e di azioni oppure omissioni dimostrative - è riportato nelle carte dell’inchiesta - Baldascini, Mauriello e Spinelli hanno preso a pretesto la privazione di un specchietto da parte degli agenti per scatenare una vera e propria sommossa all’interno della casa circondariale - aveva scritto il giudice nel provvedimento - iniziando a distruggere beni all’interno della cella lanciandoli all’indirizzo degli agenti coadiuvati da altri compagni - è la ricostruzione riportata nelle carte dell’inchiesta - lanciando lenzuola, giornali e una bomboletta del gas incendiati, tanto che gli agenti sono dovuti intervenire per evitare che si propagasse l’incendio».  L’inchiesta era stata coordinata dal Procuratore Aggiunto Luigia Spinelli e dal pm Valentina Giammaria.

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