E’ fissato per il 3 marzo - davanti al giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Roma Ilaria Tarantino - il processo che vede imputata un’infermiera dell’ospedale Santa Maria Goretti di Latina, imputata del reato di violenza sessuale aggravata. Insieme a lei sono imputati anche un uomo e una donna, marito e moglie, entrambi di Velletri. Chiedono di essere giudicati con un rito alternativo, si tratta del giudizio abbreviato che prevede la riduzione di un terzo della pena alla luce delle risultanze emerse nel corso delle indagini. Le difese puntano ad una perizia per accertare se gli imputati fossero consapevoli di quello che stavano facendo quando sono avvenuti i fatti.
Oltre agli abusi sessuali che vedono come vittima un minore (ed è per questo che l’infermiera deve rispondere di una aggravante) tra le altre accuse ipotizzate c’è la produzione e diffusione di immagini che ritraevano l’adolescente nudo. E’ per questo che viene contestata la detenzione di materiale pedopornografico. I tre imputati dallo scorso giugno sono detenuti in carcere a seguito delle indagini condotte dalla Squadra Mobile di Latina, coordinate dal Procuratore Aggiunto Luigia Spinelli e dal pubblico ministero Marina Marra. Dopo la richiesta di giudizio immediato il processo in un primo momento era stato fissato ad aprile, poi a seguito della richiesta delle difese di un rito alternativo l’udienza è fissata tra poco più di un mese. Secondo quanto riportato nelle carte dell’inchiesta sarebbe stata l’infermiera - quale esecutrice materiale - e la coppia nella veste di istigatori e concorrenti morali, a produrre diversi video dal contenuto inequivocabile che ritraevano il minore. I fatti si sono consumati esattamente un anno fa: tra febbraio e marzo del 2025. Era stato il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina Laura Morselli a firmare i provvedimenti restrittivi. Nel carcere romano di Rebibbia è detenuta l’infermiera che secondo quanto è emerso avrebbe conosciuto in ospedale al Santa Maria Goretti dove lavorava l’uomo con il quale ha avuto una relazione. Contestata un’altra aggravante: l’adolescente vittima degli abusi sessuali in una circostanza sarebbe stato narcotizzato dal camice bianco. Gli istigatori e concorrenti morali - in base a quanto sostiene la Procura - sarebbero stati l’uomo insieme alla moglie. Gli inquirenti hanno contestato all’infermiera che gli abusi sul minore sarebbero stati commessi anche con la simulazione di visite e controlli nelle parti intime ripresi con il telefonino per poi farli visionare agli altri due indagati. Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Archidiacono, Massaro, Faralli.