Affari con le supercar, dal conto di Agresti spunta l'insolito prestito di un notaio
I carabinieri trovano una serie di operazioni bancarie sospette, come un finanziamento infruttifero di 40.000 euro versato in suo favore da uno studio romano
Analizzando i prodigiosi affari conclusi da Alessandro Agresti e dalle società riconducibili alla sua gestione, per verificare la provenienza del patrimonio milionario accumulato dal quarantenne, i carabinieri del Nucleo Investigativo e la Procura hanno individuato anche una serie di movimentazioni finanziarie ritenute anomale, che alimentano i sospetti sulla provenienza dei flussi di denaro. Tra le operazioni che hanno permesso al giudice per le indagini preliminari Barbara Cortegiano di valutare la «traiettoria criminale ascendente» dell’imprenditore che ha fondato il suo successo sulla compravendita delle auto di lusso, «caratterizzata dal progressivo inserimento nei circuiti criminali... e da una sempre maggiore sofisticazione delle condotte», ci sono alcune transazioni chiaramente atipiche nei suoi conti correnti, come un inusuale prestito elargito nei suoi confronti dal notaio che ha curato la sua acquisizione di un appartamento di lusso in via Bixio, lo stesso dove Alessandro Agresti ha vissuto fino al giorno del suo arresto.
Secondo il giudice, il tenore di vita del quarantenne, costellato di beni mobili e immobili di lusso, «appare del tutto inconciliabile con i redditi dichiarati, poiché le entrate ufficiali sono risultate appena sufficienti a coprire le ordinarie spese di sussistenza». In questo contesto quindi appaiono indicative «una serie di donazioni e operazioni economiche sospette, poste in essere reciprocamente tra gli indagati e le società oggetto di interposizione fittizia, prive di qualsiasi giustificazione logica anche rispetto ai redditi incosistenti».
Analizzando i conti correnti degli indagati, tra il 2019 e il 2021 gli investigatori dei carabinieri hanno individuato una serie di donazioni che Alessandro Agresti ha ricevuto dal padre per un totale di 83.900 euro attraverso regolari bonifici, sebbene il genitore non sia stato in grado di accumulare redditi capaci di giustificare certi flussi di denaro. A destare sospetti sono poi una serie di accrediti bancari in favore del quarantenne, come due bonifici da 10.000 euro sempre dal padre nel 2019 per l’acquisto di una moto che il figlio non ha mai posseduto e invece apparteneva a una delle società del gruppo, quindi l’anno dopo un trasferimento internazionale di moneta di circa 67.000 euro privo di causale. Ma è sulla casa di via Bixio, acquistata nel 2022, che saltano fuori movimenti bancari sospetti, come tre bonifici per un totale di 185.000 euro che Agresti riceve tra marzo e aprile 2024 da una società come caparra e acconti per la vendita della casa che non avviene e non possono essere considerati neppure come un prestito. Ed è proprio in merito all’acquisto, datato 3 maggio 2022, dell’abitazione di via Bixio con un valore di 516.000 euro, che gli investigatori individuano un’operazione del tutto anomala: un paio di settimane prima, Agresti aveva ricevuto due bonifici sul conto corrente personale per un totale di 40.000 euro, versati in suo favore da uno studio notarile di Roma riconducibile a un professionista che anni prima operava anche a Latina. Considerando che la causale è “prestito personale infruttifero” gli inquirenti l’hanno classificata come un’operazione anomala «dato che viene elargito da uno studio associato notarile». Questa movimentazione non solo desta sospetti sulla provenienza di quel denaro, ma sottolinea la caratura raggiunta da Agresti, capace di incontrare il favore anche di un pubblico ufficiale che dovrebbe invece vigilare sulla regolarità delle operazioni.