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Il caso

Attentato alla frutteria di Formia, l’esplosivo acquistato a Fondi

Negli atti dell’inchiesta abruzzese prime tracce per risalire agli autori dell’attentato al negozio di Fustolo

Attentato alla frutteria di Formia, l’esplosivo acquistato a Fondi

L’indagine della Procura dell’Aquila su una vasta rete di traffico di droga chiarisce molti dettagli, finora ignoti, dell’attentato alla frutteria.

E potrebbe anche fornire indicazioni sul movente in quella che fin dal primo momento è sembrata una battaglia senza esclusione di colpi per il controllo del mercato degli stupefacenti nel sud pontino.


Dagli atti dell’inchiesta abruzzese emerge oltre all’approvvigionamento del materiale esplodente, anche il nome di chi lo acquistò. Si tratta di Giuseppe Arduini, 38enne di Fondi, indagato, per questo specifico episodio della compravendita di esplosivo, insieme a Cristian Di Lodovico e ad Emanuele Scimeni. Risulta che gli ultimi due spedirono da Trapani gli ordigni denominati «Hiroshima 1000» e «Danger clown 5000», caratterizzati da elevata potenzialità e particolare micidialità.

Destinatario fu, appunto, Giuseppe Arduini che li pagò 2.490 euro con poste pay; in seguito il materiale fu ceduto a persone rimaste finora ignote e utilizzato per far saltare la saracinesca del negozio «La Frutteria» di Formia, il 20 giugno 2023, e il centro estetico «Charme Estetica» di Roma, il 28 luglio 2023. Secondo l’informativa dei carabinieri posta a supporto delle misure cautelari del Tribunale dell’Aquila, Arduini ha precedenti per associazione per delinquere e porto abusivo di armi.

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