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Il fatto

Corruzione e voti, tutte le strade dell'indagine

L'origine della maxi inchiesta e il risvolto elettorale, la FInanza ha indagato anche a Latina per il ballottaggio del 2021

Corruzione e voti, tutte le strade dell'indagine

Un’indagine dentro un’altra indagine. Sembra quasi una matrioska. Da una parte i presunti episodi corruttivi contestati a Cisterna per lo store di corso della Repubblica e l’ampliamento della superficie dell’azienda Califano,  dall’altra  un’inchiesta complessa,  dagli orizzonti più larghi e dai risvolti di natura elettorale  che ha toccato Latina. Era il 2021, in questo secondo filone si mischiano - in base a quanto ipotizzato -  corruzione e voti, strategie per raccogliere le  preferenze in vista delle elezioni dell’ottobre del 2021 al Comune di Latina. 

E’ un risvolto di un’indagine più ampia della Guardia di Finanza del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria  di Latina che ha indagato su quello che è accaduto a Cisterna e  ha portato alla richiesta di sei misure cautelari, agli arresti domiciliari per il reato di corruzione e atti contrari ai doveri d’ufficio a  Cisterna nei confronti di due imprenditori pontini, un dirigente del Comune di Cisterna, un consigliere comunale di Cisterna, due architetti. 

L’indagine su Cisterna portata a termine con intercettazioni telefoniche e ambientali anche con il trojan  sarebbe una minima parte rispetto ad una maxi indagine dalle proporzioni  imponenti: 25mila pagine di carte, faldoni su faldoni, centinaia di telefonate intercettate.  La genesi dei fatti parte da Cisterna con un esposto che  risale al 2019.

Indagando su questo filone gli investigatori sono finiti a esplorare nuove ipotesi di reato a Latina,  nel corso delle intercettazioni si sono imbattuti in un secondo momento anche in altri scenari e il  tenore di alcune conversazioni telefoniche è sembrato indicativo per contestare  il reato di corruzione elettorale nei confronti di un candidato alle elezioni  del 2021 a Latina. La contestazione è  in concorso con altre persone che non sarebbero state identificate.  Il giudice per le indagini preliminari all’epoca dei fatti  era il giudice Giorgia Castriota.

  Non si conosce al momento l’esito di questa inchiesta per dei fatti che risalgono a quattro anni fa, quando era stato indagato un noto esponente politico del centrodestra, ritenuto dagli inquirenti  il promotore.  I finanzieri hanno intercettato diverse telefonate relative a quel momento storico in vista delle elezioni che fanno parte dell’inchiesta.   Per l’indagine di Cisterna nei giorni scorsi si è svolto l’interrogatorio preventivo nei confronti di imprenditori e professionisti nei cui confronti è stata chiesta la misura restrittiva degli arresti domiciliari, altri sono a piede libero. 

L’inchiesta nasce da una complessa vicenda relativa all’approvazione di un programma di intervento integrato a vantaggio di una società immobiliare da parte del Comune di Cisterna, che per l’entità degli interessi economici in ballo e di  alcune  irregolarità ha portato a ipotizzare delle corruzioni  da parte di pubblici ufficiali in servizio al Comune di Cisterna. Il via agli accertamenti  a seguito di una delibera  con la quale il Comune di Cisterna  recepiva il programma  integrato di intervento relativo alla riqualificazione  di un’area a Cisterna approvando le linee di indirizzo.

Gli investigatori hanno accertato che dall’esame degli atti è emerso che una società  dopo alcuni mesi  dalla costituzione si aggiudicava all’incanto un’area.
Le indagini si sono sviluppate su più fronti arrivando fino alla vicenda dello store di corso della Repubblica e al caso dell’ampliamento di Califano. Il pubblico ministero Valentina Giammaria ha chiesto  le misure restrittive su cui il giudice per le indagini preliminari Barbara Cortegiano si dovrà pronunciare.  Nel corso dell’interrogatorio alcuni indagati hanno risposto, altri invece hanno depositato memorie difensive e altri si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.

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