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Il caso

Sabaudia appalti pilotati per i chioschi, un bando su misura

L'ordinanza del gip: Secci il regista, una interferenza pesante per l'operato delle forze dell'ordine

Sabaudia appalti pilotati per i chioschi, un bando su misura

Un bando che sembra fatto su misura, le interferenze per i chioschi sul Lungomare. C’è tutto questo nell’inchiesta che ha portato agli arresti domiciliari l’ex vicesindaco Giovanni Secci e due dirigenti comunali. Una bufera. «L’indagine documenta una pluralità di condotte connotate da una non comune spregiudicatezza finalizzate a pilotare in modo fraudolento la gara di aggiudicazione dei numerosi chioschi sul Lungomare di Sabaudia». E’ la premessa del gip  Giuseppe Cario che ha condiviso  la richiesta di arresti domiciliari del pm Giuseppe Miliano titolare dell’indagine sulle gare pilotate per i chioschi. Ieri mattina sono stati arrestati oltre all’ex vicesindaco Giovanni Secci,   i due dirigenti comunali: l’architetto Giuseppe Caramanica, originario di Formia ed Elisa Cautilli,  Nelle carte dell’inchiesta -  condotta dai Carabinieri della Forestale del Nipaaf e della tenenza della Guardia di Finanza - il gip descrive il clima di quel periodo  a ridosso dell’estate del 2025:  dall’atteggiamento del vicesindaco, alle pressioni e le insofferenze per quello che stava facendo la polizia giudiziaria, tra cui i  controlli della Guardia Costiera. I tre indagati ritenuti i presunti responsabili del reato di turbativa d’asta erano stati ascoltati il 20 gennaio in Tribunale per l’interrogatorio preventivo.  Significativi alcuni passaggi del provvedimento quando vengono ricostruite le tappe dell’indagine. Punto primo: «L’amministrazione ha ostacolato in ogni modo l’assegnatario legittimo - ha sottolineato il gip -  introducendo condizioni insostenibili, dichiarandolo decaduto a fronte di inadempienze inventate in modo fraudolento al solo fine di escluderlo».  Punto secondo: «L’amministrazione comunale pur di pilotare la gara a soggetti diversi dal legittimo assegnatario determinava il concreto inizio della stagione balneare e del servizio di assistenza balneare urgente con ritardo. L’esatto contrario dell’interesse della collettività in spregio di ogni finalità di perseguimento dell’interesse pubblico lasciando  privi di ogni servizio di assistenza alla balneazione chilometri di costa in piena stagione balneare a fronte di presenze cospicue di migliaia di bagnanti  a giugno luglio  2025».  Il ruolo di Secci lo tratteggia il magistrato sulla scorta degli elementi raccolti e delle conversazioni ascoltate. Punto terzo: «Impone le direttive finalizzate ad imporre criteri del bando di favore per i soggetti da favorire , direttive finalizzate ad intervenire presso la polizia giudiziaria per controllare i destinatari favoriti dell’azione distorta». L’imprenditore escluso quando viene ascoltato a sommarie informazioni usa termini forti per descrivere cosa sta accadendo,  parla di carattere vessatorio per scoraggiare il bando e definisce le clausole in un modo “sono terroristiche”.  «Le intercettazioni confermano come il vicesindaco Secci sia un  punto di riferimento per i gestori dei chioschi interloquendo in ogni modo affinché venga rilasciato il parere per l’occupazione del demanio». Nel corso dell’attività investigativa si percepisce  - sottolineano gli inquirenti  -  insofferenza  ai controlli e  una interferenza pesante per l’operato delle forze dell’ordine per iniziativa del vicesindaco che si avvale - ha scritto il gip - della contribuzione del sindaco. Emerge come a fronte dei controlli della Capitaneria, Secci prima manifesti insofferenza e poi metta al corrente dell’accaduto il sindaco Mosca al quale sollecita un intervento presso la Capitaneria di Porto». Le indicazioni che arrivano da Secci per i chioschi vanno in una direzione. «Vi è una costante pressione del vicesindaco  Secci orientata ad assicurare la soluzione di ogni problema in favore dei soggetti dei quali ha pilotato la gara, una costante pressione su ogni fronte al fine di distorcere la scelta dell’aggiudicatario fino a favorire soggetti anche dopo l’aggiudicazione fraudolenta in loro favore». Assunto a sommarie informazioni un investigatore della polizia giudiziaria,  sostiene di aver ricevuto una telefonata dal sindaco  Mosca che: «chiedeva con tono imperativo e infastidito una certa tolleranza nelle operazioni di controllo verso gli operatori economici aggiudicatari della gestione dei chioschi, tenuto conto di alcune inadempienze amministrative in essere». La conclusione a cui è arrivato il gip è una per quanto riguarda le esigenze cautelari: «non si sono fatti scrupolo di sacrificare l’interesse pubblico degli avventori delle spiagge pur di pilotare l’aggiudicazione a tutti i costi anche in estremo ritardo».

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