Monitorando gli ambienti criminali in cerca dei sodalizi emergenti, quelli che si stanno organizzando per prendere il sopravvento negli affari illeciti come lo spaccio di stupefacenti, gli investigatori della Polizia hanno trovato un altro arsenale composto da armi clandestine, munizioni e persino pistole da softair capaci di sparare comunque proiettili di plastica. A custodirlo era un insospettabile di 35 anni, Alan Gaveglia, finito direttamente in carcere, dietro le sbarre della Casa Circondariale di via Aspromonte, dove nei prossimi giorni, assistito dall’avvocato Emanuele Cessari, sarà interrogato dal giudice per le indagini preliminari.
L’operazione è stata portata a termine ieri mattina dai poliziotti della Terza sezione della Squadra Mobile, che sono arrivati a casa di Gaveglia, nel quartiere Q5 Nascosa, mentre tenevano d’occhio alcuni soggetti, quindi dopo averlo notato per alcune sue frequentazioni sospette. Fino a ieri conduceva una vita normale, tra palestra e lavori saltuari, soprattutto come buttafuori, addetto alla sicurezza nei locali notturni. Come dimostrano le foto condivise nel corso degli anni attraverso i social media, era da sempre appassionato di armi. Ma ne possedeva di provenienza clandestina. La perquisizione domiciliare ha permesso ai detective di trovare conferme ai sospetti iniziali.
I poliziotti hanno sequestrato diverse armi e munizioni di vario calibro, comprese cartucce classificate da guerra, oltre a componenti e strumenti utilizzabili per la modifica e la riparazione di armi. In particolare l’arsenale era composto da una mini pistola pieghevole revolver calibro 22 sprovvista di matricola, ma in ogni caso posseduta in maniera illecita. Poi una vecchia rivoltella, ovvero una pistola la tamburo di piccolo calibro, anche questa priva di matricola di identificazione. Sono state trovate poi altre due pistole non comuni, in particolare un revolver comunemente impiegato per giochi di guerra simulata, corredato di cartucce simili a quelle delle semiautomatiche autentiche, ma dotate di proiettile di plastica calibro 6 millimetri. Inoltre è stato trovato anche un fucile con canne e calcio tagliati, come una lupara, più facile da occultare e trasportare. Successivamente la perquisizione è stata estesa anche all’auto e altri immobili riconducibili all’indagato, «dove sono stati rinvenuti ulteriori oggetti di interesse investigativo, tra cui un coltello multiuso» si legge in una nota della Questura. I sequestri di armi portati a termine negli ultimi due mesi dagli investigatori della Polizia hanno introdotto nuovi scenari investigativi, rivelando il fermento che stanno vivendo alcuni ambienti della criminalità locale, evidentemente per colmare i vuoi lasciati dai trafficanti di droga arrestati lo scorso anno a partire dal gruppo dei palazzi Arlecchino che movimentava quantità ingenti di cocaina. Un filo conduttore potrebbe collegare proprio gli ultimi sequestri di armi ed è soprattutto un dettaglio a rivelare che l’ultimo arsenale trovato potrebbe avere un legame con i precedenti: è un’arma a destare la curiosità degli inquirenti, una mini pistola pieghevole a tamburo calibro 22 trovata ieri a casa di Alan Gaveglia, il buttafuori di 35 anni finito in carcere. È una piccola semiautomatica identica a una delle pistole sequestrate durante gli arresti dei due diciottenni del 9 gennaio scorso. Una mini pistola della stessa marca, ovvero stesso modello, era stata trovata insieme a un chilo e mezzo di hascisc e cocaina in casa del giovane che vive sul lungomare, amico del diciottenne fermato mentre attraversava il centro città con dosi di cocaina in tasca e un revolvere pronto a sparare. Oltretutto i loro arresti erano arrivati alcuni giorni dopo il ritrovamento di un incredibile arsenale composto da sette pistole, tre bombe e due etti di tritolo, scovato in una casa al Circeo seguendo altri ragazzi di Latina ancora in fase di identificazione. Tutte le armi sequestrate negli ultimi due mesi sono al vaglio in cerca di tracce delle persone che le hanno maneggiate, con l’obiettivo di risale ai capi del sodalizio che si stava preparando per dettare legge in città.