Il caso

Sfilano i pantaloncini al manichino, condannati per rapina

Imputati un uomo e una donna I fatti nel 2021 in un negozio vicino alle Autolinee

Sfilano i pantaloncini al manichino, condannati per rapina

La scena non era passata inosservata. I pantaloncini corti, bottino della rapina, erano stati sfilati da un manichino. Ieri pomeriggio in Tribunale si è concluso il processo nei confronti dei due imputati. Condanna a due anni e quattro mesi, rispetto ai quattro anni chiesti dal pubblico ministero Francesco Aiello,  nei confronti di Angelo Cangianiello, 54 anni  e  Laura De Carolis, 45 anni,  la  vittima era un negoziante di origine cinese.  Al termine della camera di consiglio il giudice per l’udienza preliminare Paolo Romano ha letto il dispositivo nei confronti dei due imputati,  sono difesi dall’avvocato Antonio Musto e hanno scelto di essere giudicati con il rito abbreviato godendo in questo modo della riduzione di un terzo della pena. I fatti contestati sono avvenuti l’undici maggio del 2021,  poco prima delle 15  a Latina nella zona della stazione delle Autolinee, a poca distanza da via Romagnoli. I presunti responsabili non furono arrestati ma furono identificati e indagati a piede libero. A quanto pare avevano preso un paio di pantaloncini corti per un importo minimo di 20 euro. In base a quanto ricostruito a  dare l’allarme  sarebbe stata una guardia giurata di passaggio che aveva avvisato le forze dell’ordine perchè aveva visto la scena.  Secondo l’accusa la donna avrebbe sfilato il pantaloncino dal manichino, scappando verso il centro. La vittima del furto, il commerciante di origine cinese,  aveva sostenuto di essere stato percosso  una volta che aveva scoperto i fatti. E l’autore delle percosse sarebbe stato Cangianiello che impugnava un bastone di legno,  mentre secondo quanto accertato dalla difesa sarebbe stato il contrario:  il commerciante orientale che avrebbe rincorso l’imputata. L’uomo aveva riferito alla polizia di aver visto il furto e di aver chiesto alla coppia la restituzione dei pantaloni. Inoltre aveva aggiunto  di essere stato minacciato da Cangianiello con un martello infrangivetro.  In aula, dopo le richieste della pubblica accusa, è stato il turno della difesa degli imputati che ha cercato di scardinare le accuse e alla fine è stata riconosciuta l’ipotesi più lieve rispetto a quanto contestato in un primo momento.

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