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Elda e la Dublo di Latina in finale al Film Impresa

La cerimonia del Premio a Roma nei primi giorni di marzo, l'intervista la regista Massimo Ferrari

Elda e la Dublo di Latina in finale al Film Impresa

Latina tifa per “Elda”.

 Il film  che racconta la storia di un’operaia della Dublo di Latina Scalo, diretto da Massimo Ferrari (anche autore e sceneggiatore), è  finalista al Festival Premio Film Impresa che si svolgerà dal 2 al 4 marzo al Cinema Quattro Fontane di Roma, di fronte a una giuria presieduta da Sergio Castellitto.
  Davvero una bella soddisfazione. Per tutti:  il regista Ferrari e l’Amministratore unico dell’azienda Massimo Marini, per il musicista pontino Francesco Ruggiero anche lui  in gara nella nuova sezione Migliore Colonna Sonora, e per  quanti hanno contribuito con la loro presenza a questa opera che in dieci minuti riesce a dire molte cose sulla fabbrica e  sulla vita.
«Dopo la bella esperienza delle riprese, abbiamo iscritto il corto al festival nazionale Film Impresa di  Confindustria - ci racconta Ferrari -, kermesse dedicata alle pellicole che riguardano un marchio o  un brand e dove gareggiano realtà internazionali come  Lavazza o Fiat. Ci hanno selezionati per la categoria ‘Migliore inedito’, “Elda” compare  in una rosa di una ventina di film  scelti  tra più di duecento. Saremo protagonisti nella serata inaugurale del 2 marzo, dove sono attesi anche il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, e  noti volti delle Istituzioni e del mondo dell’Impresa. Nel corso del festival ci saranno moltissimi ospiti, parteciperanno anche Giuseppe Tornatore (premio speciale alla creatività) e Brunello Cucinelli (premio per il Made in Italy), per celebrare il doc ‘Brunello, il visionario garbato’».
Il film è un progetto molto interessante.
«Sì, vedremo ora quello che succede. Siamo contenti perché  è stata una bella sfida  raccontare una storia legata a un marchio, e l’abbiamo affrontata con  un linguaggio che non è una promo per vendere i calzini. Tutto è stato costruito con i criteri del piccolo film, compresi impianto scenografico e  luci».
Ricordiamo come  nasce l’idea.
«Dalla storia vera di Elda, operaia ora in pensione della Dublo,  presente nel film  anche con una piccola parte. Oggi Elda ha più di 80 anni. Abbiamo voluto provare a raccontare  la fabbrica e il mondo del lavoro attraverso questa donna che ha vissuto buona parte della sua vita lavorando nella Manifattura tessile. Il corto vuole trasmettere ciò che questo ha significato per una ragazza degli  anni Cinquanta, quindi il senso del riscatto, il rafforzamento della dignità, la  possibilità di affermare  la propria professionalità e soprattutto se stessa, la nascita dei legami e degli affetti . Nel film ho inserito anche  un aspetto magico, direi  favolistico: immaginiamo  infatti che in una giornata le tre Elda si rivedano, in un tempo che appare sospeso:  la  15enne che arriva in bicicletta il primo giorno di lavoro, quella che si congeda dalle amiche (interpretata da Lorenza Indovina) negli anni Novanta,  e la Elda di  oggi che torna in fabbrica per salutare.  Ci sono poi  tre bambini presenti, che giocano con il tempo tipo dei folletti (“Il tempo è un fanciullo che gioca”), quasi  fossero loro a tessere la storia e a costruire i passaggi di tempo facendo rotolare la rocca del filo.  Mi piaceva si parlasse di lavoro e che all’interno della dimensione realistica ne vivesse anche  una favolistica, elemento non associato in genere in quel tipo di  immaginario».
Il corto è una produzione Gaia Capurso - Maga production da una idea di Massimo Marini e  Daniela Cavallo, con Fabio Lanciotti direttore della fotografia ed Enrico de Divitiis assistente operatore.
«Avevo conosciuto  Massimo Marini in occasione delle riprese del film di Michele Placido ‘Sette minuti, ed è stato  lui a chiamarmi di nuovo  con l’idea di realizzare un film. Desiderava una forma di narrazione diversa. Ci ha fatto quindi  incontrare Elda, io ho scritto la  sceneggiatura e ho coinvolto Lorenza Indovina, felicissima di accettare. I bambini e la ragazza che interpreta Elda sono per la prima volta sullo schermo. Così come le operaie della Dublo».
Non resta che tifare per Ferrari, Marini e per “Elda”, e incrociare le dita per il musicista Ruggiero, un vero talento pontino.
I Film d’Impresa protagonisti del Festival - evidenziano le note della kermesse -  sono diventati  l’occasione  per mostrare le storie delle aziende che scelgono di comunicare attraverso il linguaggio cinematografico.
  Lavori che svelano un patrimonio unico, espressione di cultura, creatività e di made in Italy.

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