Lei lo denuncia e lui qualche giorno dopo i primi di gennaio compra una telecamera per controllare a casa la moglie. L’aveva nascosta tra alcuni vasi per monitorare i suoi spostamenti. Nei giorni scorsi è arrivata una notifica di un provvedimento cautelare nei confronti di un uomo di 65 anni residente vicino Latina, accusato di maltrattamenti in famiglia.
E’ stato il gip del Tribunale a emettere il provvedimento restrittivo a seguito delle risultanze investigative raccolte dalla Procura. Dopo la prima denuncia è stata la parte offesa a presentare un'integrazione dopo la scoperta della telecamera nell’abitazione. L’ordinanza ha previsto il braccialetto elettronico con divieto di avvicinamento entro mille metri sia alla moglie che ai figli e il divieto di accedere all’immobile coniugale oltre al divieto assoluto di comunicazione con i figli.
L’ordinanza cautelare è l’appendice del procedimento civile di protezione emesso su ricorso della donna al Tribunale per abusi e violenza domestica con una richiesta di ordini e di protezione. La vittima ha trovato la forza dopo un percorso al Consultorio Familiare diocesano di presa di coscienza e responsabilizzazione. La donna è stata seguita con il progetto Donne in rete dal settore psicologico dall’avvocato Pasquale Lattari. «Questo caso conferma come il circolo della violenza duratura e persistente sopraffazione a cui tante donne sono sottoposte nasce un poco alla volta; la vittima è indotta a credere che quelle modalità relazionali violente e di sopraffazione siano normali - osserva l’avvocato Pasquale Lattari - la vittima spesso non denuncia: spera sempre che sia l’ultimo episodio a cui seguono propositi di cambiamenti. Ma è solo un’illusione per la vittima... la violenza è destinata crescere. Non occorre tardare nel denunciare, non bisogna aver paura delle conseguenze e delle minacce e non bisogna vergognarsi». Anche questo episodio testimonia quanto siano in aumento i reati cosidetti di natura domestica. La donna ha trovato la forza di denunciare i fatti. Nei confronti dell’uomo è stato emesso un provvedimento da parte dell’autorità giudiziaria. «Non occorre tardare nel denunciare e non bisogna avere paura delle conseguenze», ha ribadito il legale.