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Economia e ambiente

Rifiuti, come attuare bene il decreto "Terra dei fuochi"

Il seminario dedicato agli approfondimenti sull’impatto per le imprese virtuose

Rifiuti,  come attuare bene il decreto "Terra dei fuochi"

Qual è l’impatto sulle imprese di settore dell’ultimo decreto (varato nel 2025) sulle sanzioni in materia ambientale? E come si può (finalmente) distinguere tra chi fa business illegale sui rifiuti e le imprese sane che vogliono stare al passo con le norme? Di questo si è occupato il convegno che si è tenuto ieri mattina presso la Facoltà di Economia de La Sapienza e dedicato appunto al cosiddetto «Decreto Terra dei Fuochi», con un’analisi delle novità e degli impatti nell’organizzazione delle imprese, ospitata dall’Università e voluta dalla Sezione Servizi Ambientali e le aree territoriali di Aprilia e Latina di Unindustria, con la collaborazione dell’Ordine degli Avvocati di Latina, che ne ha fatto un corso di formazione per gli iscritti.  Come è noto il decreto 116/2025 ha introdotto un significativo rafforzamento del quadro sanzionatorio in materia ambientale, con rilevanti impatti sulla responsabilità delle imprese in caso di non corretta gestione dei rifiuti. I lavori dell’evento di ieri sono stati aperti dai saluti di Tiziana Vona, presidente di Unindustria, dei docenti Bernardino Quattrociocchi e Alessandro Corsini, del vice Presidente dell’Ordine degli Avvocati, Carlo Macci e dell’avvocato Umberto Maria Malandrucco vice presidente della Fondazione. Presenti il Prefetto Vittoria Ciaramella, il Procuratore della Repubblica, Luigia Spinelli e i vertici delle forze di polizia. La sessione di approfondimento normativo, introdotta e moderata dall’ingegner Gianni Mannucchi, ha visto gli interventi degli avvocati Pasquale Fimiani, Cosimo Pacciolla ed Enrico Di Fiorino, che hanno offerto un’analisi puntuale delle novità legislative e delle implicazioni operative per le imprese, con particolare attenzione ai profili di responsabilità penale e amministrativa e alla necessità di adeguati assetti organizzativi e sistemi di compliance. Particolarmente partecipata la tavola rotonda, moderata da Tiziana Vona, con i contributi del procuratore Luigia Spinelli, del colonnello  Christian Angelillo, del tenente colonnello Vittorio Iansiti, dell’ingegner Piergiacomo Cancelliere e dell’avvocato Paola Bologna e di Fabio Anile di Cisambiente Confindustria. Le conclusioni sono state affidate a Sabrina De Filippis, Presidente della Sezione Trasporto e Logistica di Unindustria e AD e Direttore Generale di FS Logistix.

«La grande partecipazione a questo incontro è segno della responsabilità delle imprese – ha dichiarato la Presidente  Vona -  Per le aziende, Unindustria vuole essere un presidio di legalità, ritenendola l’unica leva strategica per una libera competizione, in cui l’impresa può affermare la propria performance di competenza, qualità ed etica, attraverso i servizi e i prodotti erogati, generando un vero e proprio sviluppo sostenibile e sociale. Questa è la ricchezza che dobbiamo ai nostri territori alla  collettività. Un’impresa sana genera senza alcun dubbio valore e benessere sociale, ma deve sussistere il rispetto delle regole che argina l’illegalità e sono necessarie regole semplici e chiare. Spesso, invece, c’è incertezza che demolisce l’impresa sana. E’ stato un momento fondamentale di confronto nell’ ottica di prevenzione e non di repressione/contrasto. Ringrazio in modo particolare il Presidente della Sezione Servizi Ambientali di Unindustria Gianni Mannucchi per aver condiviso e deciso con me di organizzare questo convegno proprio nel territorio di Latina, un territorio che fino al basso Lazio per troppo tempo ha pagato in termini di criminalità e di reputazione per la contaminazione della Terra dei Fuochi».
«Istituzioni, professionisti e aziende si sono riunite per analizzare i cambiamenti in corso nella normativa ambientale – ha dichiarato Gianni Mannucchi Presidente della Sezione Servizi Ambientali di Unindustria -  In particolare la nuova legge si inserisce in un quadro più ampio di riforma normativa che parte dall’Europa e rafforza responsabilità e controlli».
«Questo incontro ci mette di fronte a una sfida che va oltre la tecnica giuridica. Per chi, come me, ha le proprie radici in questa provincia, parlare di tutela ambientale non significa discutere di commi, ma di un impegno d'amore verso un territorio che è, al tempo stesso, fragilità e forza -  ha detto Sabrina De Filippis - "Investire nel trasporto ferroviario e intermodale, nella digitalizzazione e nella pianificazione della logistica significa creare un ecosistema tracciabile e sicuro».

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