Il caso
27.02.2026 - 14:30
Condanna a sei anni per violenza sessuale, è la sentenza emessa oggi dal Collegio Penale del Tribunale di Latina - presieduto dal giudice Eugenia Sinigallia e dai magistrati Roberta Brenda e Gabriella Naldi - nei confronti di un 43enne, residente vicino Latina, D.B., queste le sue iniziali, accusato di aver compiuto atti sessuali nei confronti della figlia della convivente che all'epoca aveva 12 anni. I fatti erano avvenuti a Latina poco più di un anno fa, nel gennaio del 2025.
Nel corso della sua requisitoria il pubblico ministero Francesco Caporotundo ha ricostruito i fatti e ha chiesto per il presunto responsabile la pena di otto anni, una richiesta a cui si è associata la parte civile rappresentata dall'avvocato Maria Teresa Fiore: "La condotta dell'imputato ha provocato un grave danno nella parte offesa", ha detto mentre gli avvocati Luigi e Donato Pescuma hanno cercato di scardinare le accuse per il proprio assistito. Dopo oltre un'ora di camera di consiglio è stata emessa la sentenza nei confronti dell'imputato a cui sono state riconosciute le attenuanti generiche. In base a quanto è emerso l'uomo mentre rientrava a casa con la minore a bordo di un suv è andato in un luogo appartato e ha chiesto alla ragazzina di compiere atti sessuali, a al rifiuto della minore a cui ha tolto il telefono cellulare si è masturbato.
Le indagini a seguito della denuncia della parte offesa erano state condotte dai Carabinieri e dal pm Marina Marra e il presunto responsabile era finito agli arresti domiciliari a seguito dell'emissione di una ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Giuseppe Cario. I fatti sono avvenuti quando l'uomo stava rientrando a casa dopo una serata trascorsa al cinema e poi al ristorante, in auto gli abusi sessuali.
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