L'udienza
28.02.2026 - 08:00
Ricostruita minuto per minuto la folle aggressione sfociata in un tentato omicidio nel quartiere dei pub di Latina la sera del 23 novembre del 2024. Sono due gli imputati: Francesco Manauzzi e Antonio Iustic, 20 anni, entrambi di Latina, sono detenuti in carcere. L’ex dirigente della Squadra Mobile di Latina Guglielmo Battisti che ha coordinato le indagini, ieri pomeriggio ha ripercorso le fasi dell’inchiesta e quello che è accaduto in poco più di 15 minuti nel cuore della movida pontina: dalle 23,29 quando è avvenuta una prima rissa tra i due gruppi, uno del Colosseo e l’altro del Q4, alla vendetta maturata alle 23,42. Davanti al Collegio Penale del Tribunale di Latina presieduto dal giudice Eugenia Sinigallia e al pubblico ministero Giuseppe Bontempo, titolare dell’inchiesta, si è avvalso della facoltà di non rispondere Mirko Iorio, imputato sempre per lo stesso reato E’ detenuto agli arresti domiciliari e ha scelto il rito abbreviato.
In aula l’investigatore della Polizia ha raccontato cosa è accaduto. «Dalle telecamere di un pub si vede un gruppo guidato da Iorio, Manauzzi che brandeggia qualcosa, Iustic e altre persone non identificate, alle 23,42 i due imputati Iorio e Manauzzi si mettono una mano in tasca, decine di ragazzi scavalcano la balaustra, Iorio fa qualcosa sul collo di uno dei ragazzi che poi sarà ferito - ricorda l’ex capo della Mobile - tutti e tre gli imputati partecipano all’aggressione». E’ emerso che Iustic ha scavalcato la balaustra, il 17enne che poi sarà gravemente ferito viene schiacciato contro il muro è bloccato e cerca di difendersi. «Siamo arrivati ai responsabili dalla descrizione dell’abbigliamento all’analisi dei video a quello che hanno detto alcuni testimoni. Siamo arrivati a Iorio per un vistoso tatuaggio sul collo e per l’abbigliamento individualizzante. Nella prima parte dei fatti quando è avvenuta la rissa, il 17enne che poi fu ferito era molto attivo, colpì con alcuni pugni». Al termine dell’udienza i legali di Manauzzi, gli avvocati Gaetano Marino e Massimo Frisetti hanno chiesto per il proprio assistito di essere ammesso al programma di giustizia riparativa, il pm ha espresso parere contrario. «Mancano i presupposti per il mancato consenso di una delle parti offese», mentre la parte civile rappresentata dall’avvocato Silvia Siciliano, ha sottolineato che manca il consenso della persona offesa anche se non è strettamente necessario.
Il collegio penale si è riservato. La difesa di Manauzzi ha richiesto nuovamente gli arresti domiciliari per il proprio assistito. «Le esigenze cautelari per Manauzzi possono essere gradate con gli arresti domiciliari e una serie di modalità di controllo, da oltre un anno è in carcere da incensurato. Penso che gli vada concessa una chance» hanno osservato i legali.
Stessa istanza presentata anche dall’altro imputato Antonio Iustic, assistito dall’avvocato Mario Lisco, ha chiesto gli arresti domiciliari a Vico Equense in provincia di Napoli dove sono residenti alcuni parenti.
Il pm ha espresso parere favorevole per entrambi mentre la parte civile ha espresso parere negativo. La sequenza dei fatti si era consumata nel giro di pochissimo tempo: due giovanissimi erano rimasti feriti in modo grave e solo per miracolo si erano salvati dalle coltellate. Il bilancio dell’inchiesta aveva portato a tre arresti e a 13 minori indagati a piede libero. «Ho avuto paura di morire», aveva raccontato uno dei feriti quando ha sentito la lama del coltello. Il processo riprende il primo aprile con la deposizione dei testimoni della difesa.
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