Il fatto
06.03.2026 - 07:30
Ha stalkerizzato il padre della ex compagna, un carabiniere in pensione. In un caso si è presentato ad un appuntamento chiarificatore con un'arma scacciacani. «Ho il ferro dietro, non finisce qua». E’ una delle minacce indirizzate da V.D.M., queste le iniziali residente a Fondi, al padre della donna che figura come parte offesa in un processo per atti persecutori che si è concluso ieri pomeriggio in Tribunale a Latina davanti al giudice per l’udienza preliminare Laura Morselli. L’imputato ha scelto di essere giudicato con il rito abbreviato, godendo della riduzione di un terzo della pena. I fatti contestati per cui è finito a processo sono avvenuti nell’estate del 2024 quando l’imputato ha chiesto un incontro chiarificatore con l’uomo, dopo che la relazione con la figlia era terminata da tempo, e a quel punto la situazione è diventata sempre più tesa e drammatica. Fino a quando non lo ha aspettato sotto casa con un’arma in tasca. «Non finisce qui». Le minacce hanno ingenerato nella parte offesa un forte stato di ansia e agitazione al punto da cambiare le sue abitudini di vita per paura della sua incolumità. In aula il pm Giuseppe Francesco Aiello ha chiesto la pena di due anni e tre mesi, la parte offesa si è costituita parte civile ed è rappresentata dall’avvocato Simona Verdesca Zain mentre l’imputato è assistito dagli avvocati Pietro Iannitti e Giulio Mastrobattista che hanno chiesto l’assoluzione o la riqualificazione del reato. L’uomo è stato condannato a 5mila euro di risarcimento. La Procura aveva contestato l’aggravante di aver minacciato la vittima con una pistola. L’imputato doveva rispondere anche del reato di porto abusivo di un’arma. Agli atti dell’inchiesta dei messaggi vocali dal tono inequivocabile inviati tramite WhattsApp dall’imputato alla parte offesa. Nei confronti dell’uomo era scattato l’arresto, attualmente ha il divieto di avvicinamento alla parte offesa.
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