Cerca

Il fatto

Caso Coscione tra i veleni

Nel procedimento disciplinare davanti al Csm a carico dell’ex procuratore aggiunto Carlo Lasperanza sentita anche la giudice Castriota, arrestata nel 2022

Caso Coscione tra i veleni

La frattura tra l’ex Procuratore Giuseppe De Falco e il suo aggiunto Carlo Lasperanza sarebbe esplosa  alla fine del 2022 per una vicenda legata alle indagini sull’imprenditore Fabrizio Coscione. E’ quanto emerge dal procedimento disciplinare aperto a carico di Lasperanza nel 2023 in seguito ad un esposto per incompatibilità ambientale firmato da De Falco. Sull’indagine riferita a Coscione si incentra la testimonianza assistita resa dal giudice Giorgia Castriota davanti al Csm lo scorso luglio.

La gip, arrestata nel 2023 a seguito di un’inchiesta della Procura di Perugia e il cui processo è stato nuovamente rinviato ieri mattina (riprenderà il prossimo 10 novembre), ha detto che i rapporti tra il suo ufficio e la Procura erano «normali», incluse le interlocuzioni con Lasperanza e altri pm sulla vicenda Coscione, arrestato nel 2022 per una bancarotta sui rifiuti e al centro di tre fascicoli della Procura di Latina. Per l’accusa, sostenuta nel processo disciplinare dal Procuratore Luigi Giordano, quelle interlocuzioni non furono normali.

Di sicuro alla fine del 2022 nessuno dei sostituti voleva più parlare con la Gip Castriota, come lei stessa ha riferito davanti al Csm; l’unico con cui continuava a dialogare era Lasperanza. Dalle dichiarazioni rese si evince che in Procura a Latina ad un certo punto si era saputo che la gip era intercettata, di qui forse lo  stop ad ogni contatto. Nell’udienza disciplinare Giorgia Castriota era assistita dal suo legale, l’avvocato Paolo Zeppieri, e ha risposto alle domande  del Procuratore Giordano ribadendo più volte che le interlocuzioni con i pm facevano parte di un «ambito normale».

Nella stessa udienza davanti al Csm Carlo Lasperanza ha rilasciato spontanee dichiarazioni nelle quali ha specificato il motivo per il quale lui si era affiancato al pm che indagava su Fabrizio Coscione. «Era un personaggio di cui mi ero occupato in Dda a Roma, era uno capace di muovere una grande quantità di denaro e risultava avere colloqui con persone ristrette al 41bis nel carcere di Poggioreale; in base a questa indicazione fu chiesto un approfondimento alla Dia ma non vi furono elementi per proseguire. - ha dichiarato Lasperanza - Sapevo anche che aveva rapporti su Latina e per questo quando mi sono ritrovato davanti il suo nome ho proposto di affiancare il pm che seguiva il caso».

Dunque i veleni dentro la Procura di Latina dopo l’arrivo di Giuseppe De Falco non riguardarono «solo» l’indagine Free Beach sull’amministrazione comunale di Terracina, bensì una serie di fascicoli, tra qui quello su Fabrizio Coscione, il discusso imprenditore autore dell’esposto che ha portato all’arresto della giudice Giorgia Castriota.


 Ad accendere i riflettori su questa storia è stato un video pubblicato nei giorni scorsi dall’europarlamentare Nicola Procaccini, già sindaco di Terracina e inizialmente nell’elenco degli indagati di Free Beach. Su Procaccini ci fu uno scontro all’interno dell’Ufficio di via Ezio: l’aggiunto Lasperanza ritenne fin da subito che non vi fossero elementi per tenere Procaccini dentro l’inchiesta; il provvedimento di archiviazione fu emesso dalla gip Castriota.


Il 3 marzo scorso l’iter delle indagini su Terracina e altre, tra cui quella sui chioschi di Sabaudia e su una vicenda che ha riguardato la Forestale sempre a Sabaudia, è stato al centro dell’esame di Carlo Lasperanza, che ha spiegato le sue scelte, ammettendo comunque che il clima dentro la Procura di Latina era incandescente e che lui e De Falco non si parlavano più. «Comunicavamo soltanto», ha detto.  Ha anche ricordato di aver arrestato dei politici, a riprova del fatto che non ha simpatie o antipatie politiche. Il procedimento disciplinare dovrebbe riprendere il 14 aprile con le conclusioni della Procura, rappresentata da Elisabetta Ceniccola. 

Edizione digitale

Sfoglia il giornale

Acquista l'edizione