Il fatto
12.03.2026 - 12:00
Bisognerà sentire i familiari paterni della tredicenne che ha accusato la mamma di lesioni e maltrattamenti per capire cosa è accaduto nel 2021 quando la ragazza fu accompagnata al pronto soccorso di Latina, avviando così una verifica più complessiva sulle condizioni psicofisiche della ragazza.
A far scattare il procedimento penale a carico di una donna del capoluogo fu la denuncia dell’ex marito che proprio dal pronto soccorso del Santa Maria Goretti chiamò il centralino della questura per chiedere un intervento in quanto la figlia non stava bene e aveva graffi sul collo.
Una volta sul posto gli agenti avevano constatato che la ragazzina non stava bene e non voleva tornare a casa perché spaventata da quanto era successo il giorno precedente.
Ieri mattina in Tribunale sono stati ascoltati gli agenti della squadra mobile intervenuti all’epoca dei fatti e raccolsero le dichiarazioni del padre della vittima e degli altri parenti paterni.
I testimoni hanno confermato che la tredicenne aveva dei lividi sul corpo ed era molto agitata. La vicenda si inserisce in un contesto di liti familiari che sarebbero suffragate da continui scontri tra la ragazzina e il compagno della madre, che sarebbero poi culminati con l’aggressione avvenuta nel 2021. Il papà della vittima si è costituito parte civile tramite l’avvocato Alessia Vita.
Nel corso del dibattimento è emerso che in passato, quando la ragazzina era ancora molto piccola, al padre fu sospesa la potestà genitoriale per fatti che non afferiscono le vicende familiari ma altre contestazioni estranee ai rapporti parentali.
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