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Il caso

Marito accusato di lesioni sull'ex moglie, il racconto del figlio in aula

I fatti avvenuti vicino Latina nel 2022, la coppia era sposata da oltre 35 anni

Marito accusato di lesioni sull'ex moglie, il racconto del figlio in aula
Ha deposto il figlio della coppia ieri in Tribunale a Latina in aula nel corso del processo che è in corso davanti al giudice monocratico Roberta Brenda e che vede imputato un uomo, L.S. queste le sue iniziali. E’ accusato di lesioni nei confronti della moglie che sarebbe stata colpita  al volto,  provocando lesioni personali con un trauma e una prognosi di 10 giorni.  I fatti erano avvenuti alla fine di aprile del 2022 e la vittima delle condotte da parte dell’ex marito,   aveva presentato una denuncia ai Carabinieri che avevano iniziato a svolgere una serie di accertamenti. A seguito della richiesta di esercitare l’azione penale si era aperto un procedimento penale e ieri si è svolto il processo.   Secondo quanto è emerso vi era stata una colluttazione verbale e  fisica tra moglie e marito con la tensione salita alle stalle. A ricostruire i fatti in aula è stato il figlio  della donna nonchè figlio dell’imputato che ha deposto.  E’  stata contestata dalla Procura l’aggravante del vincolo parentale.  I fatti sono avvenuti vicino Latina e  come ha riferito il figlio in aula rispondendo alle domande dell’accusa, della difesa e della parte civile,  il matrimonio dei genitori è finito dopo oltre 35 anni per decisione della donna. «Ricordo che quel giorno ero a casa, ho visto mia madre ma non è stata ferita, il giorno dopo non aveva lesioni sul volto». L’indagato è difeso dall’avvocato Giorgio Bramini mentre la parte offesa è assistita dall’avvocato Virginia Ricci.  Il giovane ha detto che non avrebbe assistito ad alcuna scena di violenza e di non aver visto dei lividi sul viso della madre. Ha sostenuto che vi era stata una discussione tra i due e che non vi era stata alcuna violenza. Era stata la Procura a disporre la citazione diretta a giudizio nei confronti dell’uomo che era stato indagato a piede libero e non era stato colpito da alcuna misura cautelare.
Il processo è stato rinviato al prossimo 28 maggio quando è previsto l’esame dell’imputato e a seguire la discussione e la sentenza.  Anche questo episodio testimonia quanto siano in aumento i reati che si consumano tra le mura domestiche e che vedono come vittime le fasce deboli. Rispetto al passato il numero è sensibilmente cresciuto. 

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