La strada verso la riapertura del Parco Falcone e Borsellino di Latina continua a essere in salita e potrebbe costituire una nuova spina nel fianco per l’amministrazione Celentano. Il grande intervento di riqualificazione da 5,5 milioni di euro finanziato con fondi del Pnrr procede, ma tra nodi urbanistici, varianti tecniche e lavori ancora da completare il ritorno del parco alla città potrebbe subire ulteriori slittamenti dopo più di due anni di lavori.
Il vincolo boschivo Il problema principale emerso negli ultimi mesi riguarda un aspetto urbanistico. L’area del parco, destinata dal piano regolatore a verde pubblico, è infatti interessata anche da un vincolo boschivo che potrebbe entrare in conflitto con alcune strutture previste dal progetto: tre corner, un chiosco e un punto ristoro. La questione è resa ancora più delicata dal fatto che il parco si trova all’interno del nucleo storico della città, nel perimetro individuato dal Piano territoriale paesistico regionale come quartiere di fondazione, la cosiddetta “zona rossa” (R-0 Littoria). Per chiarire la situazione il Comune ha incaricato nei mesi scorsi un agronomo di effettuare una perimetrazione più precisa delle zone effettivamente soggette a vincolo. L’obiettivo è individuare le aree non boscate dove sarà possibile collocare eventuali strutture leggere e ottenere il via libera della Regione senza rischiare problemi in fase di apertura o gestione del parco.
Una nuova variante e le opere aggiuntive A complicare ulteriormente il quadro si aggiungono alcune varianti al progetto. A gennaio è stata infatti avanzata una richiesta di variante utilizzando circa 90 mila euro derivanti dai ribassi d’asta per realizzare opere come l’abbattimento di alcuni eucalipti in via Fabio Filzi e di alcuni pini,la sistemazione di alberi danneggiati, la realizzazione di un pozzo necessario per alcune opere di servizio. Secondo quanto emerge dall’assessorato ai lavori Pubblici la maggior parte delle potature previste è stata completata. Restano però da effettuare alcuni abbattimenti e interventi di messa in sicurezza, in particolare nell’area che costeggia il parco sul lato di piazza della Libertà. La variante è stata trasmessa al Ministero dell’Interno, ma in questo periodo stanno arrivando migliaia di richieste simili da tutta Italia legate ai progetti Pnrr. Questo rallenta il rilascio delle autorizzazioni necessarie per completare le ultime opere. Un cantiere ancora aperto Secondo le stime dell’assessorato di Massimiliano Carnevale, serviranno realisticamente almeno altre tre - quattro settimane per concludere i lavori. Tuttavia lo stato attuale dell’area mostra un cantiere ancora pienamente operativo. All’interno del parco sono ancora visibili: materiali di risulta e detriti, cigli e camminamenti da sistemare, condutture in parte ancora a vista. In alcune zone, soprattutto vicino ai cancelli, si trovano ancora rifiuti inerti e residui di lavorazioni, mentre il verde necessita di ulteriori interventi di sistemazione. La consegna definitiva del parco potrebbe essere rallentata non solo dalla variante in corso, ma anche dall’attesa della risposta della Regione sul nodo urbanistico. Il regolamento in commissione Nel frattempo si lavora anche agli aspetti gestionali. Già questa settimana potrebbe arrivare in commissione Patrimonio il regolamento del parco, che dovrà definire diversi aspetti operativi: gestione e manutenzione ordinaria dell’area verde, sistemi di videosorveglianza, modalità di controllo e orari di apertura e chiusura. I dubbi sul progetto
Restano però alcune domande sull’intero percorso amministrativo. Il progetto di fattibilità risale al maggio 2021, quando fu presentata la scheda per ottenere il finanziamento Pnrr. In quella fase si faceva già riferimento alla necessità di acquisire tutti i pareri urbanistici e paesaggistici necessari. Negli anni successivi il progetto è stato più volte modificato: una variante ha riguardato la recinzione, un’altra alcune opere aggiuntive. Passaggi che hanno evidenziato come il progetto originario fosse lacunoso e necessitasse di integrazioni tecniche e documentali. Da qui alcune domande che restano aperte: perché il problema del vincolo emerge solo ora? E perché la perizia tecnica, predisposta mesi fa, è stata trasmessa alla Regione soltanto all’inizio di febbraio? Dubbi che inevitabilmente coinvolgono anche il ruolo della politica: dopo oltre due anni e mezzo di iter tra progettazione, modifiche e verifiche urbanistiche, resta da capire quanto abbiano inciso le scelte e il coordinamento degli assessorati. Guardando alla storia recente del Parco Falcone e Borsellino, la sensazione è che la mano destra e la mano sinistra dell’amministrazione non abbiano sempre lavorato coordinati e nella stessa direzione. Un fatto che accade sempre più spesso.