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Giudiziaria

Maltratta la compagna davanti ai figli, condannato a tre anni

La sentenza per un 44enne di Latina. I fatti tra il 2017 e il 2023. Il pm aveva chiesto cinque anni e quattro mesi

Maltratta la compagna davanti ai figli, condannato a tre anni

Condanna a tre anni di reclusione a fronte di una richiesta del pubblico ministero Giuseppe Miliano di cinque anni e quattro mesi, nei confronti di un uomo di 44 anni di Latina. E’ sottoposto alla misura del braccialetto elettronico e del divieto di avvicinamento alla parte offesa: l’ex moglie che lo aveva denunciato. Martedì 24 marzo - davanti al Collegio Penale presieduto dal giudice Elena Nadile e composto dai magistrati Francesca Zani e Clara Trapuzzano Molinaro -  si è svolto l’ultimo atto del processo. In aula l’accusa ha ricostruito i fatti che hanno portato la donna che si è costituita parte civile ed è rappresentata dagli avvocati Davide De Mauri e Davide Di Santo,  a denunciare tutto per dei fatti andati avanti dal 2017 al 2023 fino ad uno episodio avvenuto pochi giorni prima di Natale. Subito dopo - alla luce di quello che era accaduto - era stata emessa una ordinanza di custodia cautelare firmata dal giudice Giuseppe Cario. Ieri pomeriggio - prima degli interventi di accusa, parte civile e difesa - l’imputato ha rilasciato spontanee dichiarazioni.

«Ci sono state discussioni ma non sono una persona violenta, non lo sono mai stato». Il magistrato inquirente ha ripercorso i fatti. «La parte offesa è stata denigrata con condotte verbali pesanti e in un caso l’imputato ha sferrato un calcio allo stomaco alla donna facendola cadere a terra, in un’altra circostanza  la donna ha preso i figli chiedendo l’intervento della polizia. “Mi sento logorare dentro ho tanta paura”, aveva confidato, in un altro caso - ha aggiunto il pm -  ha sferrato ginocchiate dietro la schiena». Alla richiesta di condanna si è associata la parte civile, a seguire la parola è passata all’avvocato Sebastiano Russo del Foro di Roma che ha cercato di sconfessare le accuse. «In questo processo non abbiamo prove, a parte le dichiarazioni della persona offesa contro il mio assistito».

Al termine dell’intervento la difesa ha chiesto l’assoluzione per non aver commesso il fatto e in sub ordine la riqualificazione del reato, alla fine della camera di consiglio la sentenza del Tribunale. Era stata la Procura di Latina a chiedere il giudizio immediato nei confronti del presunto responsabile come riportato nelle carte dell’inchiesta «Con condotte minacciose e violente anche davanti ai figli minori, tali da ingenerare  nella donna sofferenze fisiche e morali, ha offeso la donna con ingiurie e inoltre sarebbe stata strattonata».

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