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Il fatto

Uccise il padre a coltellate, le testimonianze del fratello dell'imputata e della psichiatra

Il processo per l'omicidio avvenuto a Latina nel settembre 2024

Uccise il padre a coltellate, le testimonianze del fratello dell'imputata e della psichiatra


Hanno deposto tre testimoni oggi in Corte d'Assise a Latina nel processo che vede imputata Aurelia Porcelli, 40 anni di Latina, accusata di aver ucciso a coltellate il padre Guido Porcelli. I fatti erano avvenuti nel settembre del 2024 a Latina nell'appartamento dove la donna viveva insieme ai genitori. La deposizione più lunga è stata quella del fratello dell'imputata, nonché figlio della vittima che ha descritto i rapporti tra padre e figlia e ha parlato di quello che era successo la mattina del 22 settembre del 2024, subito dopo che il padre era stato accoltellato dalla sorella: "Quando sono andato in ospedale ho visto mia sorella che piangeva, era scossa e mi diceva "Come sta papà? Era impaurita". In aula il fratello dell'imputata ha raccontato anche degli incontri in carcere. "A volte Aurelia mi ha fatto delle domande su quello che sta succedendo, alterna dei giorni di forte preoccupazione a momenti di tristezza e malinconia, alcuni giorni l'ho trovata bene, altri giorni meno bene. Mia sorella - ha detto - aveva qualche problema, nel tempo ci sono stati una serie di episodi e da qualche colloquio con lei ho avuto la sensazione che non stava bene e avesse qualche disagio e quindi qualche disturbo".

In aula dopo la testimonianza di un poliziotto, ha deposto una psichiatra che ha seguito l'imputata quando è stata ricoverata al Goretti. "La paziente aveva un disturbo borderline di personalità - ha detto il medico - la diagnosi era coerente con il quadro presentato. Era stata ricoverata tre volte. Una volta per atti autolesivi, ricordo che le erano stati somministrati dei farmaci e non li aveva presi". Il processo davanti al pm Martina Taglione e alla Corte d'Assise presieduta dal giudice Mario La Rosa e dal magistrato Eugenia Sinigallia riprende il 7 maggio. La donna che anche oggi era presente in aula è difesa dagli avvocati Gaetano Marino e Daniele Giordano.

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