Il fatto
12.04.2026 - 08:31
Alessandro Zof è finito di nuovo al centro di un controllo mirato delle forze di polizia che si è concluso con una denuncia per il reato di evasione, dagli arresti domiciliari ai quali è sottoposto, nei confronti del latinense di 42 anni che riveste un ruolo non secondario nella criminalità latinense. Ma l’intervento dei carabinieri non ha risparmiato un giallo che rivela la natura del controllo nel palazzo di via Chiarello dove vive il “Topo”. In uno spazio condominiale che conduce ai garage, infatti, è stata trovata una discreta quantità di droga, che i militari hanno sequestrato a carico di ignoti perché non hanno potuto chiarire a chi fosse “caduta”.
Attraverso una nota il comando provinciale dell’Arma precisa che l’ispezione in casa di Alessandro Zof è scattata nell’ambito dei controlli ad alto impatto effettuati tra la tarda serata di giovedì e la notte di venerdì dai carabinieri del Comando stazione col supporto della Sezione d’Intervento Operativo dell’ottavo Reggimento Lazio. In particolare i militari si sono presentati in via Chiarello, dove l’uomo vive ed è ristretto agli arresti domiciliari, per una verifica come tante ne vengono effettuate quotidianamente per monitorare i soggetti sottoposti a misure che limitano la libertà personale. Al loro arrivo tuttavia Zof non si trovava nell’appartamento come prescritto dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina, perché i carabinieri lo hanno trovato nelle scale condominiali.
Evidentemente per verificare il motivo del suo allontanamento ingiustificato dall’abitazione, magari controllare se ci fosse qualcuno, i militari hanno ispezionato i luoghi comuni dell’edificio e in un locale che conduce ai garage hanno trovato un involucro nel quale erano conservati 17 grammi di cocaina. In ogni caso i carabinieri non hanno potuto stabilire a chi fosse riconducibile la droga, ma è stata comunque sottoposta a sequestro a carico di ignoti.
L’episodio potrebbe comportare una nuova valutazione delle esigenze cautelari nei confronti di Alessandro Zof, sottoposto agli arresti domiciliari nell’ambito del processo, che si sta celebrando, sulle ritorsioni consumate nell’ambito della gestione dei chioschi del tratto sinistro del lungomare di Latina in seguito all’esclusione della sua famiglia dalla titolarità della prima piazzola. Una precedente violazione dei domiciliari, tra l’altro, era già costata al 42enne il trasferimento in carcere nell’ottobre del 2024, in quel caso in seguito a un controllo della polizia, quando si era disfatto di una quantità imprecisata di droga.
Nel frattempo però Alessandro Zof è stato assolto, in primo grado, nel processo “Reset” che lo vede accusato di narcotraffico nell’ambito del sodalizio gestito dai fratelli Angelo e Salvatore Travali e dallo zio Costantino Di Silvio detto Cha Cha. Nel mese di ottobre invece la Corte d’Appello di Roma gli aveva riconosciuto uno sconto di un anno sulla pena, rideterminata in sei anni, per il tentato duplice omicidio a colpi di pistola di due uomini, zio e nipote, consumato esattamente dieci anni fa davanti a un locale sul lungomare di San Felice Circeo.
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